L’amica geniale di Elena Ferrante

“La bellezza che Cerullo aveva nella testa fin da piccola non ha trovato sbocco, Greco, e le è finita tutta in faccia, nel petto, nelle cosce e nel culo. Posti in cui passa presto ed è come non ce l’avessi mai avuta”. A parlare è l’ex maestra di Elena, la voce narrante de L’amica Geniale (edizioni e/o) di Elena Ferrante.

L’amica geniale: recensione del (primo) libro

Ne L’amica Geniale, il primo libro della fortunata serie di quattro romanzi – di cui esiste anche una versione audio molto avvincente tra gli audiolibri di Audible – tutto o quasi ruota intorno a Lila Cerullo, la bambina diventata adolescente che prende l’attenzione di tutti, prima per le sue doti intellettive poi per la sua bellezza acerba che mette ben presto in ombra le altre sue ben più spiccate qualità. Ma Lila è femmina. Condannata a una vita standardizzata tra le pareti domestiche o nel calzaturificio del padre, la ragazzina trova presto la sua dimensione in una sensualità dirompente che ammalia.

Lila è chiamata, tuttavia, ad adeguarsi alle logiche patriarcali del quartiere nonostante il moto di ribellione che la pervade. Ma è Elena Greco la protagonista del romanzo, perché è il suo punto di vista sulle cose, sulle persone, sulle dinamiche del rione napoletano ad essere predominante. Di conseguenza il lettore e la lettrice non sapranno mai davvero com’è e chi è Lila nel profondo.

Un romanzo di formazione?

L’aspetto interessante del libro, che si presenta molto come un romanzo di formazione, simile a ‘Il buio oltre la siepe’ per intensità e carica emotiva, è proprio l’evoluzione della voce narrante che, tra luci ed ombre, racconta in primis della sua strana amicizia con l’amica geniale che monopolizza la sua attenzione tanto da darle la spinta necessaria prima a migliorarsi negli studi poi a trovare un fidanzato.

Da piccole le due amiche diventano grandi, prendono strade diverse che tuttavia si intersecano spesso in un connubio di emozioni molto viscerali e tortuose. Pe tutti Lila è la cattiva, mentre Elena è la buona. Eppure entrambe le personalità non sono ben definite né distinte, perché l’una non può esistere senza l’altra.

E, mentre Elena e Lila diventano donne, si evince in Elena un desiderio di rivalsa e di evasione dagli spazi angusti di una realtà a volte degradata e degradante che sotto lo sguardo della Napoli benestante pullula di voci autentiche e veraci come in un’opera teatrale di Eduardo De Filippo. Il romanzo, che fu pubblicato nel 2011, è infatti uno spaccato molto significativo sulla vita di un rione di periferia nella Napoli degli anni Cinquanta del Novecento.

L'amica geniale recensione libro

Un libro che apre a molti spunti di riflessione

E… alla fine del primo romanzo ci si chiede: Lila è solo l’alter ego di Elena oppure è l’anima della città? L’amicizia, per essere vera, si deve spogliare di invidie e gelosie o sono proprio quest’ultime, se trasformate, a far evolvere i personaggi?

Ciascuno può dare una sua interpretazione e una sua risposta ai suddetti quesiti che nascono leggendo un libro molto avvincente pur nella sua semplicità. Il romanzo e i sequel sono stati, infatti, talmente apprezzati dai lettori e dalle lettrici da ispirare l’omonima serie tv di Saverio Costanzo. Di Maria Ianniciello

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