Libri: recensioni & interviste

Elena Ferrante: La figlia oscura

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Il rapporto tra me ed Elena Ferrante è nato casualmente mentre curiosavo tra gli scaffali di una libreria. Come sempre faccio anche quel pomeriggio mi ero presa qualche ora di tempo per sfogliare i libri, per sentirne l’odore, per leggere le trame dei romanzi e anche quel giorno è stato lui – il libro – a scegliere me, dopo mesi di corteggiamento serrato. La figlia oscura di Elena Ferrante è un romanzo breve che ti entra nell’anima, poco alla volta, fino a lasciarti senza parole, come annichilita, persa tra le righe di un finale agrodolce. Lo leggi tutto d’un fiato, perché gesti e parole della protagonista afflitta da una strana forma di nostalgia lasciano il segno nel tuo cuore. Elena Ferrante racconta le donne con le loro contraddizioni, le loro peripezie, i loro momenti di sconforto forse come nessuno scrittore riesce a fare.elena-ferrante-la-figlia-oscura

La figlia oscura è un’altra sconcertante storia di donna in bilico tra doveri e bisogni impellenti, tra attimi di vita rivissuti fino all’estremo e l’impossibilità di andare avanti a cuor leggero perché c’è un passato che torna in un circolo a spirale e che si nutre del senso di colpa. Ancora una volta Elena Ferrante scrive di una madre in fuga dalle proprie origini di cui si vergogna ancora, salvo poi trovare l’espressione autentica di ciò che era un tempo nella gestualità e nel dialetto di una numerosa famiglia napoletana, descritta come una sorta di clan. Leda (questo il nome dell’Io narrante) è un’insegnante universitaria che nel corso di una vacanza estiva rivede una parte di sé in Nina, il personaggio più convincente e affascinante del romanzo. Il presente di Leda s’intreccia con un passato di genitore che ha abbandonato le sue due figlie per cercare la propria strada nel mondo. E poi, sul più bello, d’istinto la protagonista ruba una bambola, senza un motivo.

Con La Figlia Oscura, pubblicato nel 2006 per e/o edizioni, Elena Ferrante riscrive ancora di abbandono e desiderio di redenzione. E lo fa nel migliore dei modi, con una lucidità disarmante e con uno stile fluido, scorrevole, che spinge il lettore fino all’ultima pagina. E` nato così un nuovo amore tra me e un’autrice che sicuramente leggerò e recensirò ancora per carpirne ogni sfumatura stilistica e narrativa.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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