Non solo Cinema,  Recensioni di serie tv

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra

culturaeculture.it è un blog indipendente. Offrici un caffè. Grazie.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra è una serie televisiva di Netflix. Di seguito la recensione.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra: recensione

E’ il 1920. Noodles è un ragazzo che vive di espedienti. Un giorno spia la piccola Deborah mentre balla. La osserva da una porta per carpirne i segreti. Questa è forse una delle sequenze più enigmatiche del film C’era una volta in America di Sergio Leone perché l’intensità cresce in questa scena dove a dividere l’osservatore e l’osservato è proprio una fessura. In realtà le porte e le finestre hanno da sempre esercitato un certo fascino nel Cinema, sin dagli esordi.

C’era una volta in America (1984)

Una porta e soprattutto una finestra rappresentano infatti il canale d’accesso tra l’interno e l’esterno, tra il dentro e il fuori, tra una dimensione intima, privata, personale e l’ambito pubblico che è accessibile a tutti. Chi spia da una finestra o da una porta entra di soppiatto nell’intimità dell’altro, derubandolo di istanti di vita. Inoltre, un personaggio nell’atto di chiudere una porta pone una barriera tra sé e il mondo, tra sé e il passato. Mentre se osserva da una finestra si sta di nuovo affacciando alla vita.

Anche le serie tv – che stanno in questi anni diventando sempre più prodotti di largo consumo – si avvalgono di questa simbologia che ritroviamo in modo particolare nel Thriller e nell’Horror. Da ‘La finestra sul cortile’ di Alfred Hitchcock e ‘Non aprite quella porta’ di Tobe Hooper per arrivare al recente ‘La donna alla finestra’ con Amy Adams è tutto un susseguirsi di ombre, porte e finestre. La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra è il più recente esempio di quanto ho espresso sopra.

Trama della serie tv

Gli autori di questa miniserie (Rachel Ramras, Hugh Davidson e Larry Dorf) hanno posto al centro della trama Anna (Kristen Bell), una donna che, dopo la morte della figlioletta – che è stata uccisa da un serial killer cannibale – soffre di depressione.

La donna esce di casa in accappatoio e cerca di sopprimere il dolore del lutto con tanti, troppi, calici di vino. Per lei, non c’è più differenza tra il giorno e la notte, poi se piove è costretta a chiudersi in casa perché ha paura della pioggia.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra

Eppure c’è sempre un momento propizio, l’attimo in cui un episodio diventa catartico per il lutto che forse comincia a fare meno male. Per Anna, l’occasione di uscire da questo stato di latente depressione, arriva quando nella casa di fronte si trasferisce Neil (Tom Riley) con la figlia.

La donna comincia a spiare i suoi nuovi vicini e a cercare una relazione con l’uomo che però ha una fidanzata molto appariscente. Anna, quando vede che quest’ultima viene strangolata da una mano misteriosa, comincia ad indagare ma i poliziotti e anche i vicini dubitano di lei e di ciò che ha visto prendendola per ‘pazza’. L’unico a credere in lei sino alla fine è l’ex marito psichiatra.

Non solo finestra ma anche la donna isterica

Quindi non solo la finestra ma anche il plot della donna isterica e vittima delle allucinazioni è il focus di questa dark comedy seriale che che lascia col fiato in sospeso sino all’ultimo episodio ma non convince appieno perché, oltre al titolo che è troppo lungo per i miei gusti, profuma di già visto.

Col suo finale forse innovativo, che per me è troppo estremo ed esagerato, La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra è suddivida in 8 episodi. Ci sarà una seconda stagione? Chissà! La recensione è stata scritta da Maria Ianniciello

close

RESTA AGGIORNATO!

ISCRIVITI GRATIS ALLA NEWSLETTER SETTIMANALE GRATUITA SUI LIBRI, SUI FILM, SULLE SERIE TV, SUI DOCUMENTARI

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Commenti

commenti

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

Commenta