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Candidato a sei premi Oscar, Manchester by the Sea è un film intimo e personale che, con garbo e una certa indiscrezione, si insinua in una storia sconvolgente che ci inchioda alle poltrone lasciandoci senza fiato…

La macchina da presa di James Foley si muove agile e sinuosa in un ambiente meno asettico e più colorato, rispetto al prequel. La pellicola eccelle per i costumi (i vestiti di Anastasia sono molto belli come pure la biancheria) e per la scenografia…

“Un cast di validi attori rende Smetto quando voglio 2 una commedia brillante con una prima parte di rodaggio, perché è nel secondo tempo che il ritmo accelera e la storia diviene incalzante…”

“Mel Gibson non sbaglia una battuta. Mai. La sua regia è magistrale perché la macchina da presa s’insinua con una certa facilità e con estrema intelligenza tra le pieghe di una storia vera e singolare, il cui protagonista è un obiettore di coscienza…”

“Pellicole come questa sono necessarie per sensibilizzare l’opinione pubblica risvegliando così la coscienza collettiva. Ciascuno di noi nel quotidiano combatte le proprie battaglie, piccole o grandi che siano, ma non dovrebbe mai accadere che l’ego prevalga sul cuore…”

“Una commedia moderna che, però, usa i vecchi codici. James Franco veste i panni di Laird, un trentaduenne magnate dei videogame che ha fondato una StartUp generando miliardi e che si è innamorato di Stephanie. Ma quando conosce la famiglia di lei, in particolare il padre, ne combina di tutti i colori…”

Il musical, che è al cinema dal 26 gennaio 2016, ha ricevuto 14 nomination agli Oscar. Cultura & Culture scrive: “Ci ha riportato indietro nel tempo facendoci rivivere la delicatezza di emozioni spesso soffocate: la dolcezza di un incontro, l’appuntamento al cinema, il primo bacio e la paura della perdita…”

«La rappresentazione è stato immaginata come un crocevia tra immaginazione e realtà, tra individualità e comunità, tra limiti e possibilità – spiega Jeannot Painchaud, direttore artistico di Cirque Éloize –. Lo spettacolo è guidato dall’impulso della poetica della vita…»

“Può essere visto come una pellicola polivalente, perché se da un lato ci fa trascorrere una serata piacevole, dall’altro ci lascia l’amaro in bocca dimostrandoci che, quando veramente si vogliono cambiare le cose, applicando la Legge, rischiamo di uscire dal gregge rimanendo così isolati, con le spalle al muro…”

In questa pellicola si decide di affidare a una donna il destino dell’umanità. La protagonista – fra paure, inquietudini e un coraggio impensabile – fa prevalere l’intuito, inteso come una forza sconosciuta che, istintivamente, ci porta a compiere scelte provvidenziali…

La pellicola alza dunque i riflettori su fatti veri, sia collettivi sia individuali. Attraverso le storie, solo accennate, dei piccoli si narra una vicenda molto più ampia che coinvolse la Germania tra il 1939 e il 1944, quando fu messo in atto un macabro piano di eutanasia…

Il protagonista si chiama Bailey ed è un cane che si pone sin da subito domande esistenziali per capire qual è il proprio ruolo. Nel film si usa la legge karmica per divulgare un messaggio d’amore. Questo simpatico animale si reincarna, assumendo varie sembianze…

Scenografie, costumi, fotografie: la settima arte non è solo regia e quest’esposizione ce lo ricorda. Potete visitarla alla Casa del Cinema dove vedrete inoltre le più belle pellicole di Luchino Visconti, in un’atmosfera coinvolgente e ricca di stimoli. Qui i dettagli.

Lo spettacolo sarà in scena dal 2 al 5 febbraio 2017 al LinearCiak. La rappresentazione, dal 2013 – anno di nascita – a oggi si è evoluta molto conquistando a poco a poco il cuore del pubblico grazie all’impegno di Grace Alanis. Qui trovate i dettagli e alcune curiosità sulla messa in scena.

La pellicola è al cinema dal 12 gennaio 2017. Cultura & Culture scrive: “Il viaggio dei due missionari diventa qui il percorso ascetico di un uomo che cerca Dio in un Paese in cui predomina il Buddismo e che forse lo trova più nel silenzio che nella parola…”

“Robert Zemeckis, dal punto di vista stilistico, non sbaglia una mossa: i primi piani conferiscono ai personaggi principali un velo di mistero; i campi lunghi contestualizzano la storia, mentre i molti dettagli ci forniscono preziose indicazioni…”