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Marco Giallini ed Elio Germano in questa commedia che ci mostra i limita della nostra società la quale non dà nessuna chance se non la truffa. La pellicola ci dimostra che dopotutto nonostante le divergenze i poveri, se diventassero ricchi, vivrebbero comunque di menzogne…

La storia di Maria Maddalena è da sempre avvolta nel mistero. Questa figura è stata soggetta ad alcuni luoghi comuni che stentano a scomparire, nonostante nel 2016 il Vaticano abbia equiparato questa donna ai dodici apostoli. Maria Maddalena era una figura di spicco molto considerata da Gesù, ma fu etichettata come una prostituta (l’equivoco risale a Papa Gregorio Magno). Perché?

“Non ci sono vinti né vincitori in Hostiles, perché tutti perdono. La violenza ci rende troppo vulnerabili e alimenta altri conflitti, rodendo e corrodendo l’animo dei guerriglieri. E` sempre stato così. E poi c’è una storia dentro la storia ed è quella di Rosalie Quaid (Rosamund Pike)…”

Anche gli Oscar 2018 hanno esercitato un certo fascino, con i suoi vincitori, il red carpet con le star imbellettate e i discorsi di premiazione. In realtà per capire meglio ciò che accade oltre oceano è consigliabile, se si è appassionati di cinema, guardare la notte degli Oscar quando l’Academy Awards decreta i vincitori…

“I personaggi di A casa tutti bene sembrano essere dominati da una certa incompiutezza, come se vivessero tra coloro che sono sospesi, in balia di ardenti passioni e una razionalità imperante che induce all’appiattimento e al bisogno di omologarsi per sentirsi accettati o meglio per paura di essere abbandonati. L’Alzheimer di Sandro forse è l’unica cosa autentica…”

Dopo le Cinquanta sfumature di grigio e poi di nero, arrivano le Cinquanta sfumature di rosso con più sentimento e meno eros rispetto soprattutto al primo film della fortunata serie. La terza pellicola si apre con il matrimonio di Anastasia Steele (Dakota Johnson) e di Christian Grey (Jamie Dorman), visibilmente ‘addomesticato’ dalla bella redattrice…

“Il caro Clint Eastwood, che non sbaglia una mossa e ci regala film coinvolgenti, incredibilmente toccanti, con quel classicismo che non guasta mai e quella vena di patriottismo forse a volte troppo marcata ma mai fastidiosa, spiazza tutti. Lo fa con 15:17 – Attacco al treno confermando che reinventarsi è sempre possibile, a qualsiasi età…”

“The Post riflette, in modo encomiabile e offrendoci diversi spunti, sul diritto di informare l’opinione pubblica senza subire pressioni dai poteri forti e lo fa attraverso due figure: l’editrice del Washington Post, Kay Graham, e l’agguerrito direttore della testata, Ben Bradlee, che negli anni Settanta misero in ginocchio l’amministrazione Nixon…”

Paolo Leone incontra Francesco Branchetti che insieme a Barbara De Rossi è in scena con lo spettacolo “Il Bacio” di Ger Thijs, di cui l’attore è anche regista. Continua dunque un lungo sodalizio iniziato nel 2015. La lunga tournée è cominciata a Chiusi il 13 gennaio scorso e proseguirà fino ad aprile in tutta Italia. Ecco che cosa ci ha detto Branchetti.

“Questo non è un film biografico, è piuttosto un lungometraggio politico che ci porta nei cunicoli spaventosi di un horror in carne ed ossa: la seconda guerra mondiale. Ma a differenza di Dunkirk, il lavoro di Christopher Nolan, L’ora più buia non è un’opera corale, non si spinge sui campi di battaglia…”

Cos’è che rende Tre manifesti a Ebbing Missouri un film vincente? Tanto da ricevere ben sette nominations agli Oscar 2018, quattro Golden Globe (Miglior film drammatico, miglior attrice in un film drammatico, miglior attore non protagonista e migliore sceneggiatura) e tanti altri riconoscimenti? Ve lo spiego qui.

In un libro un’immagine inedita di una grande diva. Audrey Hepburn è un’icona di stile e di modernità. Scomparsa venticinque anni fa, l’attrice continua a dettare le regole della Moda, eppure c’è un volto inedito che traspare poco nelle varie biografie che Margherita Lamesta Krebel approfondisce nel suo volume presentato alla Casa del Cinema di Roma il 20 gennaio scorso…

Paolo Leone per Cultura & Culture intervista Daniela Poggi. Con il film ‘L’esodo’, opera prima del regista Ciro Formisano, l’attrice festeggia i suoi 40 anni di carriera, iniziata con il suo debutto teatrale del 1978. Un ruolo intenso, interpretato meravigliosamente, con cui la Poggi interpreta una donna senza più stipendio né pensione…

“A volte ci lamentiamo per niente e invece questo film – al cinema dal cinema dal 18 gennaio – ci insegna che di fronte ai problemi reali, che mettono a repentaglio la nostra vita, le risorse psichiche ci vengono in aiuto, se sappiamo riattivarle. Il film racconta la vicenda realmente accaduta di due bambini ebrei…”

“Mi hanno sempre fatto ribrezzo la brutalità del razzismo e l’incapacità di provare compassione per chi riteniamo, a causa di condizionamenti sociali astrusi, diverso e quindi da emarginare. Di conseguenza ho sempre cercato di informarmi per saperne di più su un fenomeno che interessò principalmente gli Usa ma che ancora oggi ci riguarda… The Help per esempio è un film che affronta questa problematica…”

“Un cast tutto al femminile con Carlo Verdone unico mattatore di una commedia divertente e briosa. In Benedetta Follia l’attore romano, nei panni anche di regista, non si smentisce e gira un film che non si discosta per il tema trattato dai precedenti. Come in “L’abbiamo fatta grossa”, il protagonista è un uomo che è stato lasciato dalla moglie…”