Educazione di genere (al maschile): ecco il libro ‘Ragazzo mio’ di Pellai

Recensione del libro Ragazzo mio di Alberto Pellai

Abbiamo bisogno di un’educazione di genere sistemica che non faccia solo prevenzione al femminile mediante iniziative certamente lodevoli ma non sufficienti ad arginare il fenomeno della violenza sulle donne. E’ necessario un approccio che promuova il sentimento, l’empatia ed educhi a tutte le emozioni in modo egualitario, senza distinzione di genere a partire dalla prima infanzia.

I libri, i film, i cartoni animati, le app, le serie tv e i documentari sono un valido strumento per promuovere la parità di genere. Alberto Pellai nel suo libro ‘Ragazzo mio. Lettera agli uomini veri’ (De Agostini. Lo trovi qui) partendo da un tragico fatto di cronaca che ha coinvolto uno dei suoi figli parla agli adolescenti e ai padri, perché è proprio da questi ultimi che bisognerebbe partire.

Nel libro, che si presenta come un testo scorrevole e agile grazie a una grafica accattivante, il medico-psicoterapeuta destruttura gli stereotipi di genere al maschile che ruotano intorno al mito del vero uomo, il quale – si dice e si pensa – non deve chiedere mai, come recitava una nota pubblicità di qualche anno fa. Così i bambini vengono educati, sin dalla prima infanzia, alla forza tramite la soppressione di alcune emozioni vitali quali la paura e la tristezza che il cervello umano invece produce in maniera naturale per proteggerci da pericoli e per superare traumi.

Nel libro Pellai sostiene che è fondamentale per i maschi quanto per le femmine l’espressione di ciò che si sente nel profondo, trovando uno spazio d’ascolto. In tal senso le lacrime hanno una loro e importante specifica funzione. Piangere non rende deboli. Il pianto ci permette di fermarci e di scaricare rabbia, tristezza, frustrazione e paura senza che queste emozioni sedimentino nel corpo. L’autore offre tanti spunti, soffermandosi su film che potrebbero indurre nei ragazzi e nei padri un’autentica riflessione; racconta inoltre storie di sportivi e personalità che, accantonando il mito deleterio del vero uomo, sono riusciti a vivere in maniera più autentica. Lo psicoterapeuta spiega in maniera semplice anche com’è fatto il cervello degli adolescenti che hanno bisogno di sfide per crescere. Ci sono sfide positive e sfide negative. Sono le prime che la società dovrebbe incentivare.

In Ragazzo mio’ si trovano, inoltre, interessanti riflessioni sull’amore e sull’educazione sessuale con alcune considerazioni sulla pornografia che annichilisce il cervello degli adolescenti mostrando un modello prevaricante e maschilista della sessualità e creando dipendenza. L’erotismo al contrario è comunicazione, è condivisione, non è performance fisica, non è oggettivizzazione dei corpi. Pellai precisa in questo libro illuminante e anticonformista che l’amore si apprende, che il rispetto è un valore e che le parole sono uno e forse il più importante strumento che abbiamo a disposizione per evolverci nel sano rispetto di sé e dello spazio altrui. ‘Ragazzo mio’ è dunque un libro unico nel suo genere. Maria Ianniciello

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