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La letteratura e le donne, Storia di un’ingiustizia. Ascolta il podcast

Quanto c’è di attuale in ‘Una stanza tutta per sé’ di Virginia Woolf?
Spingere le donne verso un’indipendenza economica forzata è salutare per le donne stesse? Ci sono donne che hanno raggiunto un equilibrio perfetto anche facendo le casalinghe e ci sono altre donne che hanno la necessità intrinseca di avere un guadagno proprio. Tutto è relativo perché noi stesse siamo relative.

Il problema nasce quando le nostre scelte sono estrinseche e quindi indotte dalla cultura! Perciò quando si legge questo libro – nato da due conferenze che la grande scrittrice inglese tenne nel 1928 sulle donne e il romanzo -, bisogna sempre tener conto del contesto sociale in cui vivevano le donne che volevano scrivere e poi pubblicare i loro lavori.

Se non si tiene conto di questo aspetto, si rischia di estremizzare e manipolare un messaggio che dovrebbe essere circoscritto al contesto di riferimento.

E poi sì che si possono fare delle domande precise sulla società contemporanea chiedendosi per esempio: quanto è cambiata la situazione delle donne romanziere rispetto al 1928? La letteratura femminile è ancora considerata inferiore? Credo che i dati possano dirci molto in tal senso.

la letteratura e le donne

Le donne e la letteratura. I dati

Dal 1947 sono 11 le donne che hanno vinto il Premio Strega. Il premio Nobel per la Letteratura dal 1901 è stato assegnato a sedici donne.

Nel 2018 un team di ricercatori delle Università dell’Illinois e della California ha esaminato 104.000 romanzi in lingua inglese scritti tra il 1780 e il 2007 per verificare come la presenza delle donne nella letteratura sia aumentata nel corso degli anni.

Il numero di scrittrici non è aumentato, ma è drasticamente diminuito dal 1850 al 1950, e questa tendenza ha cominciato parzialmente a invertirsi solo a partire dal 1970.

C’erano dunque più scrittrici ai tempi di Jane Austen e Virginia Woolf che negli anni Sessanta. Non solo: anche il numero di donne protagoniste dei romanzi è diminuito, dando alla letteratura un carattere sempre più dominato dai maschi.

L’analisi è stata pubblicata dal Journal of Cultural Analytics e, secondo gli autori, in epoca vittoriana, quindi dal 1837 fino al 1901, scrivere libri non era considerata un’attività rilevante socialmente ed economicamente. Quando poi si è sviluppata la critica letteraria, diventando importante, gli uomini hanno visto un’opportunità di guadagno e quindi le donne sono state estromesse.

Anche col cinematografo è accaduta la stessa cosa…

La stessa cosa è accaduta nei primi anni del cinematografo, le registe e le sceneggiatrici donne erano numerose ma quando poi il Cinematografo è diventato un business le donne sono state ancora una volta estromesse. Come se laddove ci fossero i soldi e quindi affermazione sociale ed indipendenza economica non ci potessero essere le donne.

La ricerca ha messo in risalto inoltre che la percentuale di scrittrici è passata dal 50 per cento al 25 per cento tra metà del 1800 e la prima metà del 1900. Inoltre nei romanzi scritti da donne i personaggi femminili occupano buona parte della trama, mentre in quelli scritti da uomini compaiono solo in un terzo delle pagine.

Un’esclusione forzata: il caso di Deledda

Ora, se nella Storia della Letteratura Italiana e internazionale non troviamo autrici donne non è perché non ce ne fossero ma perché a decidere l’importanza di un’opera è stata la critica maschile fondata su pregiudizi e paradigmi maschili.

Un caso emblematico è stato quello di Grazia Deledda che, pur avendo vinto il Premio per la Letteratura ed è l’unica donna italiana, il suo nome non figura nei programmi ministeriali. Perché? Perché il potere, anche letterario, è nelle mani maschili. Sono gli uomini che decidono chi e cosa è degno o indegno!

Eppure tutte le volte in cui una donna di talento viene estromessa perché considerata incapaci stiamo privando l’umanità di un altro e importante punto di vista. E dunque ci stiamo impoverendo.

Le cose anche in Letteratura stanno cambiando in meglio per le donne ma molto si deve ancora fare, perché i pregiudizi sono ancora forti. La maggior parte degli uomini sono restii a leggere opere scritte da donne mentre le donne non sono restie a leggere opere maschili. I paradigmi sono forti, perché la letteratura femminile è ancora considerata cosa da donne per le donne.

A tal proposito vi consiglio di vedere un film con Gleen Glose e Jonathan Pryce che s’intitola The Wife. Vivere nell’ombra.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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