Wonder, film sul valore della diversità. Ecco dove vederlo

Wonder: trama del film e recensione

I bambini non giudicano gli altri fino a quando un adulto non insegna loro la differenza tra giusto e sbagliato, tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è. Nella nostra società, se non rientri in determinati canoni, rischi di essere escluso, propri come in quei film per giovani adulti di ultima generazione in cui tutto viene standardizzato da chi manipola il potere!

Secondo le Neuroscienze, il giudizio nasce con lo sviluppo della Neocorteccia, che è la parte razionale del cervello umano. E’ in quel preciso momento che un bambino comincia a guardare un suo coetaneo in modo diverso. E può capitare che se se hai caratteristiche differenti (fisicamente soprattutto) vieni messo da parte e nei casi limite ti rendono anche le giornate difficili.

Il film Wonder va oltre i pregiudizi per farci capire che la bellezza è soggettiva e che ci sono altre doti molto più incisive, le quali possono essere colte se sappiamo osservare con il cuore anziché con sguardo giudicante e condannante.

E` l’occhio che giudica l’asse portante di questo film che si cala nei diversi punti di vista, dimostrandoci che è controproducente emettere giudizio sulle persone. La grafica è accattivante, lo stile somiglia a quello di L’A.S.S.O. nella manica (lungometraggio del 2015): colorato, fresco, giovanile. Le tonalità sono quelle del blu, il colore della comunicazione. Perché per andare oltre bisogna uscire dalla timidezza e dalla paura di non essere accettati esprimendo ciò che si è!

Un film toccante

Wonder racconta le peripezie di August “Auggie” Pullman (Jacob Tremblay), che dopo aver ricevuto lezioni a domicilio dalla madre Isabel (una sempre affascinante Julia Roberts) deve affrontare una nuova prova, non proprio semplice date le sue condizioni. Deve andare a scuola.

Auggie soffre della Sindrome di Treacher Collins. Con il volto deturpato dalla malattia, il bambino verrà preso di mira dal bullo della scuola soffrendo molto e mettendo a dura prova la famiglia: la madre – che ha dedicato tutte le sue energie al figlio mettendo da parte le sue ambizioni lavorative – il padre Nate (Owen Wilson) e la sorella Olivia.

Wonder trama

Ma Wonder non è un film drammatico, è piuttosto una pellicola che con toni ironici ci insegna l’arte meravigliosa dell’accoglienza attraverso le vicende di questo bambino apparentemente sfortunato, sì… perché poi – capiamo – che Auggie ha tante cose che altri ragazzini vorrebbero.

La vita, dunque, toglie e dà, sempre, se siamo in grado di percepire, di andare oltre il muro dei pregiudizi sociali che ci sono stati inculcati. Attraverso le esperienze di bambini, dunque, il cinema ci aiuta a riflettere sulla nostra esistenza e sulle infinite possibilità che abbiamo per esplorare territori nuovi affinché possiamo scorgere nell’altro una parte di noi, forse quella più importante.

Consigliato? Sì

Wonder si aggiunge alla lista di film per e su ragazzi estremante consigliati come per esempio Un sogno per domani o anche Gifted – Il dono del talento. La pellicola  –  che è diretta da Stephen Chbosky –  si ispira al libro, diventato bestseller, di R.J. Palacio. La trovi su YouTube, Tim Vision, Amazon Prime Video, Google Play Film, Apple tv e di tanto in tanto va in onda sulle reti Rai e Mediaset. Il 20 giugno 2022 in prima serata viene trasmesso su Rai1. La recensione del film è di Maria Ianniciello

Articolo pubblicato per la prima volta il 23 dicembre 2017 e aggiornato il 20 giugno 2022

Il libro da cui è tratto il film

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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