Nowhere Special - Una storia d'amore
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Nowhere Special – Una storia d’amore: recensione e trama

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C’è la mano di Uberto Pasolini Dall’Onda dietro Nowhere Special – Una storia d’amore. Una mano maschile per raccontare un dramma che va al di là delle dicotomie di genere perché è la complessità dell’animo umano che il regista italiano mette in evidenza tra luci ed ombre, momenti di silenzio e istanti di pura contemplazione.

Nowhere Special – Una storia d’amore non è un film urlato né strappalacrime. Il dolore qui è composto e si manifesta nel volto sofferente ma coraggioso del protagonista, un padre (James Norton) di 35 anni che si trova faccia a faccia con la morte mentre nel cuore ha la certezza che dovrà lasciare da solo il figlio Michael (Michael Lamont), che ha quattro anni. John, così si chiama questo papà single, cerca per il bambino una famiglia affinché il piccolo non si ritrovi in un orfanotrofio proprio com’è accaduto a lui. E mentre cerca trova anche se stesso.

Nowhere Special - Una storia d'amore

Tra sensi di colpi e un’acuta malinconia per tutto ciò che sarebbe potuto essere e non sarà mai, il regista ci dice che l’amore resta, perché nulla si perde e nulla si disperde in questo immenso viaggio che è la vita umana, a prescindere dal proprio Credo. Attraverso un dialogo meraviglioso Uberto Pasolini precisa inoltre che il padre morente continuerà a vivere nel cuore del figlio manifestandosi nell’aria, nei raggi del sole, nella notte e nel giorno, persino nel cibo. Il tema della morte è affrontato, dunque, in modo sottile ma non per questo meno dirompente.

In Nowhere Special – Una storia d’amore le emozioni vengono trattenute e sottaciute perché John deve preservare la serenità di suo figlio preparandolo al contempo alla sua dipartita. Lo stato d’animo del protagonista, che si definisce solo un lavavetri, si manifesta con inquadrature molto significative: dalla sequenza in cui il protagonista guarda con malinconia dallo specchietto retrovisore un bambino più grande del suo incamminarsi lungo un rettilineo per poi scomparire alla scena delle candeline rosse (simbolo di amore) è tutto un crescendo di significati e significanti. Padre e figlio sanno consciamente e inconsciamente che il loro tempo è scaduto e se lo dicono con un linguaggio del corpo che non sfugge allo spettatore e alla spettatrice.  

Nowhere Special – Una storia d’amore è un film intenso e struggente che entra in profondità per descrivere una vicenda, ispirata a fatti realmente accaduti, che va oltre il tempo e i luoghi forse ancora meglio di pellicole come Padri e figlie (2015), Quando un padre (2016) o 18 Regali (2020). La recensione è di Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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