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Esterno notte – Parte 2: un film potente e ancora più intenso del primo

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Esterno notte – Parte 2 (la serie cinematografica di Marco Bellocchio) supera la prima parte per intensità e drammaticità.

Qui la recensione della prima parte con i riferimenti storici

Esterno notte – Parte 2: recensione del film

Il regista di Sbatti un mostro in prima pagina entra non nelle stanze del Palazzo, come aveva fatto nella prima parte del film, descrivendo comportamenti umani spesso contraddittori e nevrosi, bensì nel cuore e nell’anima di chi davvero aveva conosciuto Aldo Moro nel profondo, ovvero la moglie Eleonora e i figli.

La consorte dello statista in questa serie è interpretata da Margherita Buy che conferisce al suo personaggio compostezza e veridicità ma anche un certo coraggio e una buona dose di determinazione. Buy riesce a far trasparire, inoltre, il senso di impotenza che sicuramente provò Eleonora.

Potremmo dire che Bellocchio in questa seconda parte di Esterno Notte alza la sua macchina da presa proprio su due donne che in qualche modo si sfiorarono in una parte della loro vita. Due donne tuttavia molto diverse: l’una si schierò dalla parte del male, l’altra fu votata al bene. Mi riferisco ad Adriana Faranda e a Eleonora Moro.

Esterno Notte  Parte 2 recensione

Nel primo capitolo della seconda parte di Esterno Notte scopriamo infatti il punto di vista dei carnefici ed è qui che il male e il bene si intersecano tanto da non poter più essere distinti. Le Brigate Rosse, soprattutto mediante il personaggio di Adriana Faranda (Daniela Marra), manifestano limiti e incongruenze causate in primis da divisioni interne, perché – mentre Adriana e altri come lei combattevano per la rivoluzione – molti, come Valerio Morucci, miravano solo ad opporsi con la lotta armata ai poteri forti per diventare degli eroi sconfitti alla Fidel Castro.

Bellocchio mostra tutto questo e molto altro nella seconda parte di Esterno Notte, entrando infine nella prigione di Aldo Moro (Fabrizio Gifuni) per dare la parola allo statista che, in una delle scene più commoventi del film, riflette – mentre si sta confessando con un giovane prete – sull’odio profondo che prova per certi suoi colleghi di partito, uno su tutti Giulio Andreotti. Gli occhi tristi, il volto spigoloso, la voce roca, il corpo smagrito non tradiscono la lucidità di una mente che, nonostante la prigionia, continuava a pensare.

La rabbia si mescola così al senso di colpa di un uomo di fede  – che vorrebbe non farsi vincere dall’odio  -, all’impotenza di chi sa di essere stato condannato a prescindere e alla paura della morte che prova colui che è ancora attaccato alla vita.

Esterno notteParte 2  è un film potente che mette ancora una volta l’accento sulle responsabilità e sulle colpe di quanti avevano deciso sin dall’inizio il destino infausto di Aldo Moro. Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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