Unica, analisi del docu-film su Ilary Blasi e Francesco Totti

Ilary Blasi su Netflix. Recensione del documentario ‘Unica’

Unica: è il titolo del documentario di Netflix che ha come protagonista indiscussa Ilary Blasi. La conduttrice televisiva italiana racconta i retroscena della fine del suo matrimonio con l’ex calciatore della Roma, Francesco Totti. Dal punto di vista stilistico, il prodotto audiovisivo si presenta come un docu-film romance con richiami, evidenti nella grafica e nella narrazione, al True Crime, un genere narrativo, televisivo e cinematografico che pone al centro del plot un crimine. L’investigatore o l’investigatrice deve scoprire la verità e trovare il colpevole che può essere anche più di uno.

 Con un tocco di glamour, che richiama alla mente una vita fatta di sfarzi e lussi della protagonista e del suo ex consorte, Ilary Blasi su Netflix si fa portavoce della sua verità sulla fine di una storia d’amore che è stata al centro del gossip (scopriamo non solo italiano) tra gli anni 2020 e 2022. Qui però non c’è un investigatore.

Non c’è un crimine perché il tradimento non è più considerato un reato nemmeno per le donne che fino al 20 dicembre del 1968 rischiavano sino a due anni di carcere se tradivano il marito. Eppure la subcultura maschilista c’è tutta, perché, secondo la versione di Ilary Blasi, l’innesco sarebbe stato un caffè che lei e la sua amica Alessia avrebbero preso con un ragazzo a Milano. Totti lo avrebbe scoperto, perché controllava il cellulare della moglie, e le avrebbe intimato non solo di cancellarsi dai social ma anche di lasciare il lavoro. Poi sono arrivati i sensi di colpa di lei e l’addio di lui al calcio e alla sua magica Roma.

La situazione comincia a precipitare quando i Media annunciano che la coppia è in crisi. Piano piano Ilary si accorge che Francesco nasconde qualcosa e infatti l’ex campione del calcio ha un’amante. Si chiama Noemi Bocchi. I due coniugi si separano, lui le fa qualche dispetto. Poi va via di casa.

Dal punto di vista commerciale è molto avvincente

Unica, dal punto di vista commerciale, è un documentario molto avvincente, perché fa leva sulla tendenza umana a nutrirsi di pettegolezzi e di intrighi. In realtà le storie private dei personaggi molto famosi piacciono e Netflix lo sa. Il più celebre forse è il documentario su Meghan ed Harry ma anche la docu-serie su Beckham ha affascinato molto gli spettatori. Se poi c’è di mezzo un amore finito meglio ancora, perché entra in gioco la nostalgia che tutti prima o poi proviamo perché qualcosa che era bello non c’è più.

Infatti, non mancano le lacrime di Ilary per un amore che è durato vent’anni né la commozione delle sorelle di lei e della moglie di un cugino di Totti con cui Blasi è molto legata. Nel documentario si va poi indietro nel tempo con i video e le immagini dell’ex coppia felice; soprattutto vediamo diversi spezzoni del giorno del matrimonio.

Il docu-film ci obbliga così alla visione, mantenendo alta l’attenzione anche grazie alla bravura di Ilary Blasi che dimostra di essere un’ottima narratrice. Infine, a rendere questo prodotto appetitoso sotto il profilo commerciale sono, oltre ai protagonisti – che sono noti e tremendamente ricchi (vi ricordo che anche i ricchi piangono) – la grafica, la scrittura e soprattutto il montaggio che, mescolando più piani con immagini del passato, segue tuttavia una cronologia molto lineare che non confonde.

Dal punto di vista educativo il documentario è inclassificabile

Dal punto di vista educativo ovviamente Unica (il titolo fa riferimento a una dedica che Francesco Totti fece a Ilary Blasi sul campo da gioco) lascia molto a desiderare perché pone sotto i riflettori una storia intima e personale che certamente ha creato sofferenza. E la sofferenza, dal punto di vista psicologico, si affronta nel silenzio. Ma in questa società edonistica ogni cosa diventa spettacolo, persino i funerali. Il dolore oggi viene esibito in una dimensione di pubblico delirio che non lascia spazio al raccoglimento. E il tradimento è un po’ come un lutto che andrebbe metabolizzato con maggiore profondità. Almeno questo dovrebbero insegnare i Mass Media.

Infine la parte in cui Francesco nasconde le borse e le scarpe di Ilary è la più naif dell’intero documentario. Totti esce così dal docu-film come un bambino capriccioso, tremendamente bugiardo e invidioso del successo che la moglie stava conseguendo proprio nel momento in cui lui metteva le scarpe al chiodo. Sarà questa la verità? Non lo sapremo. Resta il fatto che l’immagine che il documentario dà dell’Amore è tremendamente sbagliata. Blasi e Totti sono l’esempio più calzante dei modelli degli adolescenti di oggi e con questo prodotto audiovisivo danno un esempio di superficialità ed edonismo oltre ogni immaginazione. Maria Ianniciello

Commenti

commenti

Lascia un commento

Torna in alto