Harry & Meghan, su Netflix la serie tv sui duchi di Sussex

Che la Royal Family fosse sempre sotto i riflettori me ne ero già accorta negli anni Novanta, quando da ragazzina seguivo le vicende di Lady Diana su Grand Hotel, la rivista che mia madre acquistava puntualmente ogni lunedì. La morte della principessa Diana, avvenuta in Francia il 31 agosto 1997, aveva avuto un certo significato anche per me che ero lontana già allora da scandali e sensazionalismi. Mi commosse molto l’affetto della folla e mi dispiacque tanto per i due figli William ed Harry che con un atteggiamento composto camminavano dietro al feretro della madre durante i funerali pubblici che furono visti da due miliardi e mezzo di persone nel mondo, di cui 31milioni nel solo Regno Unito. Dopo quell’evento mi sono completamente disinteressata alle vicende dei Windsor fino a una settimana fa quando su Netflix ho cominciato a vedere la serie tv Harry & Meghan. Come ho già anticipato conosco molto poco sulla Royal Family, quindi mi limiterò a fare una recensione del prodotto audiovisivo.

Harry & Meghan: recensione della serie tv

La docuserie, come tutte le produzioni che riguardano i Windsor, ha riscosso molto successo, tanto che il documentario è tra i più visti di Netflix. Suddivisa in sei puntate, la docuserie – che è diretta da Liz Garbus ed Erica Sashin -, attraverso immagini ed interviste, si sofferma principalmente sulle difficoltà che Meghan Markle ha dovuto affrontare quando la storia d’amore con Harry è diventata di dominio pubblico. Difficoltà che si sono intensificate con il matrimonio.

Stando alle dichiarazioni degli intervistati, i Media, in modo particolare i tabloid inglesi, hanno cominciato a perseguitare Meghan, che si è vista privata della propria libertà. Tutto ciò che la duchessa di Sussex faceva, (sempre stando alle affermazioni dei due diretti interessati) era utilizzato per suscitare scandalo nonché per aumentare le vendite e gli introiti pubblicitari. I Media inglesi la criticavano per ogni cosa, dall’abbigliamento al modo di relazionarsi in pubblico. I tabloid sono entrati anche nel suo passato per trovare lati oscuri e fragilità, in modo da darli in pasto ai lettori.

Almeno questo è ciò che si racconta nel documentario che fa leva sul romanticismo e sul sentimento rievocando ogni tanto Lady D e i soprusi che quest’ultima dovette subire dai Media e dalla Stampa inglese. Nel complesso tutto sembra credibile, nonostante il vittimismo dei due. La serie poi è ben girata e riesce a tenere alta l’attenzione anche degli spettatori meno interessati, perché apre a più interrogativi.

Ci si chiede alla fine se un personaggio pubblico, soprattutto quando si tratta di personalità che hanno una funzione istituzionale e che quindi vengono pagati dai contribuenti, abbia diritto alla propria privacy. Oppure può essere calpestato, deriso, inseguito, bullizzato? Fino a che punto ci si può spingere? Sono queste domande che rendono molto interessante la docuserie, non la storia in sé.

Non è una questione di simpatia o antipatia per Harry e Meghan. E’ tutto un fatto di etica e di quanto sia necessario mettere al centro le persone che non dovrebbero essere trattate come merce. Ad ogni modo il duca e la duchessa sostengono di aver deciso di girare questo documentario non per esibizionismo ma proprio per far sentire il loro punto di vista, tanto comunque, in un modo o nell’altro, si sentono sotto i riflettori. Insomma, dopo l’iniziale scetticismo, la serie tv ha preso la mia attenzione incuriosendomi. Datele una possibilità, anche se dubito che non lo avete ancora fatto! Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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