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Con ‘Io sono Babbo Natale’ Proietti si congeda lasciando il testimone ai nuovi attori. La recensione

Io sono Babbo Natale: recensione del film con Proietti e Giallini

Quando sono entrata in sala, ero curiosa di vedere l’ultima performance di Gigi Proietti. Ne sono invece uscita molto commossa, perché con Io sono Babbo Natale il grande attore romano è come se si congedasse dal Cinema e dal Teatro lasciando il testimone alla nuova generazione di attori, che in questa commedia è rappresentata egregiamente da Marco Giallini.

Una commedia magica e delicata sul senso della vita e del Natale

C’è tenerezza, c’è semplicità, c’è saggezza, c’è armonia nello sguardo di Proietti che porta sul grande schermo un personaggio di altri tempi lanciando un messaggio forte e molto significativo: attraverso la meraviglia anche l’adulto con gesti disinteressati può fare spazio nel suo cuore alla magia. Il senso del Natale, dopotutto, per noi adulti è proprio quello di ritrovare le cose perdute nell’Infanzia, quando molte nostre aspettative sono state deluse proprio da chi magari avrebbe dovuto proteggerci. Infatti, come Scrooge de Il  canto di Natale di Charles Dickens, anche Ettore (Marco Giallini) si è fatto convincere dalle insidie della vita quotidiana che non c’è possibilità di redenzione per nessun essere umano e si è così rifugiato nel cinismo. Ma, a differenza del personaggio Dickensiano, Ettore ha deciso di delinquere, anziché di essere taccagno.

Io sono Babbo Natale recensione

“La vita è difficile, il nemico è dietro l’angolo e quindi dobbiamo essere vigili per affrontarlo a muso duro”: quante volte ce lo siamo detti vestendoci di cinismo? Credo, tante.

Così Ettore – anche quando incontra Babbo Natale (Gigi Proietti), il quale gli dimostra empiricamente che esiste, con tanto di vestiario tradizionale e slitta – non riesce a ritrovare l’incanto e continua a delinquere. Giallini è infatti un pluripregiudicato che, una volta uscito dal carcere, dovrebbe reinserirsi nella società tramite i servizi sociali. Scopriamo poi che ha una figlia avuta alcuni anni prima da Laura (Barbara Ronchi), la quale mostra una certa diffidenza e tanta riluttanza a reintegrarlo nella vita della bambina. Però, mentre Ettore dorme su una panchina, compare un uomo anziano…

Insomma, Io sono Babbo Natale è una commedia delicata e magica. Diretto da Edoardo Falcone, il film è al cinema dal 3 novembre 2021. La recensione del film è stata scritta da Maria Ianniciello, segui l’autrice su Instagram

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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