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Chernobyl 1986, non è il classico disaster movie. Qui la recensione

Rispetto al classico disaster movie statunitense, Chernobyl 1986 è un film meno al cardiopalmo, piuttosto lento, privo di grandi effetti speciali, come capitomboli nel vuoto e fughe chilometriche alla ricerca della salvezza. Il regista Danila Kozlovsky posa la sua macchina da presa, in maniera equilibrata, senza eccessi, su una storia purtroppo vera che nel 1986 sconvolse l’Unione Sovietica e tutta l’Europa.

In questa pellicola non si indaga però sulle responsabilità di quel disastro e neanche si cerca di dare una dimensione globale e collettiva alla catastrofe. Chernobyl 1986 invece pone al centro l’individuo e quel senso di desolazione che un uomo qualunque prova di fronte all’imprevedibile.

Il regista documenta quanto accadde senza sfociare nella retorica o nel già visto mantenendo una certa equidistanza. E, credo che non sia stato facile perché i fatti – siccome sono ancora recenti – bruciano ancora. La tragedia è viva nei ricordi degli abitanti di Kiev e dell’intera Ucraina.

Chernobyl 1986, nonostante non sia una pellicola imponente e dalle grandi pretese, riesce comunque a soddisfare le aspettative. Pur creando un senso di desolazione e scoramento per quanto accaduto, descrive una storia intima di speranza e cambiamento.  Lo trovate su Netflix.

Trama di Chernobyl 1986

La notte del 26 aprile 1986 nella centrale nucleare di Chernobyl ci fu una grave esplosione che generò una nuvola radioattiva, la quale contaminò l’intera zona, causando la morte della flora e della fauna nonché decessi e gravi malformazioni tra gli abitanti, soprattutto nei bambini. La nube tossica si propagò per tutto il continente.

 Il film ripercorre quelle ore mediante la tormentata storia d’amore tra l’infermiera Olya (Oksana Akin’šina) e Alexey (interpretato dal regista stesso) che è un pompiere. I due si sono ritrovati casualmente dopo diversi anni. Alexey scopre che Olya ha avuto un bambino che probabilmente è suo figlio. Ma l’incidente nucleare lo costringe ad impegnarsi in una missione che metterà a repentaglio la sua vita e le sue certezze rafforzandolo nello spirito e facendogli assumere per la prima volta le sue responsabilità di padre.

La Recensione di Chernobyl 1986 è stata scritta da Maria Ianniciello, segui l’autrice su Instagram

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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