Non solo Cinema,  Recensioni film

Crudelia: recensione del film con Emma Stone ed Emma Thompson

I tempi sono maturi. La Settima Arte è pronta per raccontare l’Altra Storia delle Donne mediante miti, fiabe, favole e leggende senza tempo. La fluidità e la malleabilità di quest’epoca pongono i presupposti per la nascita di nuove idee e per il superamento di vecchi schemi mentali. Crudelia (Cruella), il film della Disney, si sviluppa in questo contesto dando così la parola a chi non l’ha mai davvero avuto, cioè alla strega, alla maga, alla matrigna cattiva, all’incantatrice, all’antagonista delle fiabe.

Gli sceneggiatori (Dana Fox, Tony McNamara, Aline Brosh McKenna, Kelly Marcel, Steve Zissis), come aveva fatto Linda Woolverton con la fata cattiva de La bella Addormentata nel bosco, creando Malefica, hanno ideato una versione rivisitata de La carica dei 101, facendoci vedere come nasce Cruella e perché si incattivisce.

Crudelia recensione

La macchina da presa di Craig Gillespie si muove rapida in un terreno vergine dando l’illusione allo spettatore di essere sulla scena, insieme a Estella/Cruella. Come succede ai grandi orfani della letteratura, Estella deve imparare a cavarsela da sola e, dopo la morte della madre, la piccola – che è nata con la canizie (ha metà dei capelli neri e metà bianchi, proprio come la sua reale natura che è dicotomica e antica) – deve crescere in fretta, con i suoi amici ladri, Jasper Badun (Joel Fry) e Horace Badun (Paul Walter Hauser), che la iniziano al furto. Ma la bambina, che nel frattempo sta diventando donna, ha un’innata abilità come stilista e ben presto la sua bravura viene notata dalla Baronessa von Hellman, la più rinomata delle designer di haute couture, il cui autoritarismo e narcisismo metterebbero in imbarazzo anche Miranda Priestly.

Emma Thompson si cala nel ruolo della baronessa con ironia e sagacia regalando una performance di altissimo livello, così come Emma Stone che dà le sembianze a una straordinaria Estella/Cruella.

Crudelia è una dark comedy dai connotati femministi. Il film dà una soluzione efficace e dirompente all’eterno problema senza nome che affligge le donne e che le mette le une contro le altre. Estella compie così tutte le tappe del percorso dell’eroina. Infatti, la protagonista, riappropriandosi della donna selvaggia Cruella, riconosce e fa suo il lato ombra che, dopo averla dominata con una forte sete di vendetta portandola verso la distruzione, riemerge in modo più consapevole. Il potere dopotutto non è nelle mani di chi compie il torto bensì di chi lo subisce che può in ogni frangente dare una risposta più evoluta trasformando l’emozione della rabbia in sentimento attraverso la via della ragione.

Crudelia recensione

Il nuovo film della Disney, dando spazio all’antagonista delle fiabe, distrugge l’immagine patinata della brava bambina e con essa il volto angelico della maternità. I personaggi maschili, che qui sembrano essere secondari, hanno invece un ruolo determinante, come il valletto della Baronessa (Mark Strong).

Dal punto di vista stilistico, la pellicola è un mix di generi e sottogeneri cinematografici. Il film mescola elementi comici e drammatici, l’atmosfera è fumettistica e pittoresca, la musica rock conferisce brio e originalità. Nel complesso Crudelia è un live action che non si dimentica facilmente. Maria Ianniciello

close
Iscrivendoti alla newsletter riceverai GRATIS l'ebook su come difendersi dalle fake news!

Commenti

commenti

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

Commenta