una donna promettente trama
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‘Una donna promettente’ è al Cinema, ecco perché non puoi perderlo

Una donna promettente è il titolo italiano del film che ha vinto il Premio Oscar 2021 per la sceneggiatura originale. A scriverla è stata Emerald Fennell che con questa pellicola ha esordito anche come regista. Il lungometraggio ha ricevuto ben cinque candidature agli Oscar, quattro nominations ai Golden Globe e altri importanti riconoscimenti.

Ma che cos’è che ha reso questo film così apprezzato dalla critica cinematografica internazionale? Un buon tema sociale e di grande attualità, che viene affrontato al momento giusto, serve ma non basta per fare di un film un capolavoro. Servono prima di tutto un ottimo cast e inventiva.

Una donna promettente ha questi requisiti. La sceneggiatura è brillante perché l’autrice, sfruttando i toni di più generi cinematografici, crea un mix perfetto tra la commedia sentimentale e un thriller mozzafiato. In questo film c’è tutta l’essenza della Settima Arte, c’è Bridget Jones e c’è in alcune sequenze Hitchcock. La verità è che Emerald Fennell, pur prendendo spunto dai suoi grandi predecessori, gira una pellicola totalmente nuova.

Una donna promettente trama

 Potremmo definire questo film una dark comedy ma giocherei d’azzardo, perché Una donna promettente non è neanche questo, è molto altro, molto di più. Come ne La morte ti fa bella, film che ironizzava sul mito della bellezza, in questa pellicola si affronta un argomento femminista, quale la violenza sessuale subita dalle donne ubriache (un po’ come nella serie Tredici). Lo stupratore, proprio perché la malcapitata si è ubriacata, viene giustificato dalla società che tende a fare della vittima la colpevole solo perché ha perso il controllo. La realtà è che la donna dal Patriarcato è considerata ancora una preda mentre l’uomo deve essere per forza un cacciatore.

Insomma Fennell ci dimostra con questa storia che, rispetto agli anni Novanta del secolo scorso, le cose – pur essendo cambiate nella forma (la giustizia tende a punire oggi più di venti anni fa il colpevole) – non sono mutate poi più di tanto nella sostanza. La sceneggiatrice e regista inventa così una fame fatale dei nostri giorni che unisce cuore e cervello, in un mix di simpatia e giovialità, con eleganza e un certo cinismo, molto simile a Amy de L’amore bugiardo.

Ma Cassie, a differenza di Amy, combatte per un’ingiustizia subita personalmente. E sa essere vendicativa al punto giusto, mantenendo un certo decoro e un’etica che la contraddistingue. La protagonista – che ha il volto di Carey Mulligan, che qui è nelle vesti anche di produttrice esecutiva – ha subito un lutto che l’ha costretta a lasciare l’università e a mettere da parte i suoi sogni per far tacere il dolore che non le dà tregua dando sfogo alla sua sete di vendetta. Ogni sera infatti la protagonista si finge ubriaca, facendosi adescare dal gradasso di turno che puntualmente tenta di abusare di lei. Ma Cassie riesce a difendersi usando astuzia e logica.

Dunque, Emerald Fennell ci dice tra le righe che c’è ancora molto da fare per l’emancipazione femminile e che sono le azioni dei singoli che possono fare la differenza.

Una donna promettente è una pellicola femminista di ultima generazione che esce dagli stereotipi di genere dimostrandoci che agli abusi si può reagire in un modo del tutto originale, anche se a volte per farsi giustizia bisogna ricorrere a metodi estremi. Una donna promettente è dunque un film che non potete assolutamente perdere! di Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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