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Non solo film

Un volto, due destini: recensione della serie tv di Sky

La nuova creatura di HBO ‘Un volto, due destini’, ha preso talmente tanto la mia attenzione che per tre settimane ho aspettato con ansia l’uscita degli episodi. La storia è molto coinvolgente, perché Mark Ruffalo riesce a calarsi nei panni di due persone differenti ma identiche, proprio come due gocce d’acqua. Dominick e Thomas sono infatti gemelli.

La serie tv ci fa conoscere mediante una serie di flashback il dramma intimo e personale di Thomas, che – superata l’adolescenza – sviluppa paranoia e schizofrenia. Ma è Dominick il pezzo forte della serie. Dominick con i suoi molti sensi di colpa per riuscire a proteggere il fratello gemello dai propri tormenti. Dominick che è stato padre e marito ma anche figlio e figliastro.

E poi andiamo indietro nel tempo, sempre più in là, grazie a un manoscritto del nonno paterno che la mamma ha lasciato a Dominick dopo la sua morte facendogli scoprire un pezzo importante delle sue origini siciliane.

un volto due destini

La serie televisiva propone così un dramma intimo e personale per dirci che le generazioni future possono sempre superare i traumi dei progenitori acquisendo consapevolezza e con coraggio. ‘Un volto, due destini’ pone al centro il vissuto di un uomo ordinario che diventa straordinario nelle sue piccole lotte quotidiane, fatte di promesse disattese e un senso di colpa, forse eccessivo.

C’è italianità in questa serie tv, che è stata diretta da Derek Cianfrance, è andata in onda su Sky Atantic ed è la trasposizione televisiva del romanzo di Wally Lamb. Un plauso a Ruffalo per la straordinaria interpretazione. Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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