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Greenland: recensione e trama del film

Greenland (Groenlandia): s’intitola così il nuovo ed intenso film con Gerard Butler che è arrivato nelle sale cinematografiche italiane l’8 ottobre scorso. La pellicola appartiene al filone apocalittico (come il tanto citato Contagion del 2011 o anche La Guerra dei Mondi del 2005 con Tom Cruise). Il film è al contempo anche il racconto lucido e disincantato delle peripezie di una piccola famiglia borghese che cerca di proteggersi, tra colpi bassi e scazzottate varie che arrivano non dagli strati più disagiati della popolazione o da vari gruppi etnici, additati ingiustamente come fautori di crimini e violenze. No, il pericolo giunge in maniera inaspettata dal classico americano. Gli ispanici e gli afroamericani tendono, in questo film, la mano più volte.

Greenland: recensione e trama del film

Greenland, come anticipato, è anche un omaggio ai ghiacciai della Groenlandia (oggi in pericolo), dove nel film le autorità hanno costruito dei bunker sotterranei per proteggere la parte prescelta dell’umanità, perché non tutti potranno accedervi.

E come si vede in altri film dello stesso filone l’istinto di sopravvivenza prevale sul raziocinio scatenando un clima di violenza tra le persone, in un contesto dove non esistono autorità (il presidente degli Stati Uniti non si vede né si sente mai in questa pellicola), segno che c’è una sfiducia totale. L’unica roccaforte diventa dunque la famiglia ma non in una dimensione allargata bensì nucleare, sempre più piccola. Perché, come vuole oggi la nostra società, il bene comune ha importanza ma non prima dei singoli. Questo è il nuovo modo di vedere l’essere umano, giusto o sbagliato che sia. E nel film si evince.

Greenland recensione

Il regista Ric Roma Waught dal punto di vista stilistico ci dà l’idea del movimento e della paura, alternando sequenze di relax ad altre di pathos. Lo fa con primi piani e campi lunghi che fanno vedere il cielo tingersi di rosso. Una cometa si sta abbattendo sulla terra pezzo per pezzo, fino all’ultimo grande frammento che distruggerà l’umanità e quasi tutte le forme di vita. Il nemico dunque arriva dal cielo, e questa volta non è un virus né una forma di vita superiore. Tutto questo mentre Jeff (Gerard Butler) con la moglie (Morena Baccarini) e il figlioletto diabetico cercano di salvarsi.

Greenland, nonostante le premesse, è un film carico di speranza, perché affida alla natura il compito di rimediare ai nostri gravi errori. E la natura sa ciò che fa! (Maria Ianniciello)

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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