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La fiera delle illusioni, un thriller dalle tinte gotiche e noir

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Dopo La Forma dell’acqua, Guillermo del Toro torna sul grande schermo nelle vesti di regista con un nuovo avvincente film dal taglio gotico. S’intitola La fiera delle illusioni – Nightmare Alley ed è al cinema dal 27 gennaio scorso. Il film ha ricevuto 4 nominations agli Oscar 2022 (miglior film, miglior costume, miglior fotografia, miglior scenografia).

La fiera delle illusioni: recensione del film di Guillermo del Toro

Ne La fiera delle illusioni del Toro compie un nuovo prodigio: mescolando il noir con il thriller psicologico, il cineasta gira un film a tinte forti, dalle atmosfere surreali, con due/tre insolite dissolvenze a nero  – che danno la percezione dello scorrere del tempo – e un campo visivo che si allunga e si rimpicciolisce. Del Toro indugia poi su qualche dettaglio, come i bicchieri e le bottiglie di alcol, e sui volti degli attori con primi piani dal grande impatto emotivo che rendono i personaggi misteriosi, eterei e senza tempo. Un primo piano angolato evidenzia così gli spigoli del viso di una Cate Blanchett ammaliatrice che impersona una psicologa femme fatale degli anni Quaranta.

La fiera delle illusioni recensione
 
Nel cast Bradley Cooper, Cate Blanchett, Rooney Mara, Toni Collette, Willem Dafoe, David Strathairn, Ron Perlman, Holt McCallany, Jim Beaver, Richard Jenkins, Mark Povinelli

L’immagine si fa quindi portavoce di una personalità femminile estremamente conturbante. Gli occhi di ghiaccio di Bradley Cooper – che veste i panni di Stanton “Stan” Carlisle – confondono e ammaliano perché nel suo sguardo sono insite verità nascoste.

Il regista alza, quindi, la macchina da presa sull’avidità umana, sull’odio e sull’insicurezza di chi non teme mai il rischio. Si insinua così nei cunicoli pericolosi e accidiosi del male che ne ‘La fiera delle illusioni’ non ha alcuna possibilità di redimersi perché l’essere umano, che viene accecato dalla lussuria e dal successo, diventa una bestia. Il film è una storia di falsi fantasmi, di presunti spiritismi, di mentalismi e di giochi di potere. Attraverso questa storia si riflette sulla natura umana e sul suo doppio ma anche sul dolore che acceca la mente di chi ha subito un lutto.

Il confine tra l’illusione sana di uno spettacolo di mentalismo e il rischio che certi giochi di prestigio possano degenerare in qualcosa di estremamente pericoloso è molto labile. Almeno così dice del Toro tra le righe forse riferendosi anche ad un mondo che gli è vicino, ovvero quello dello show business.

Trama del film

Il protagonista di questa storia è Stan che ha un passato di vendetta e di morte. Lasciandosi alle spalle fumo e fiamme, l’uomo sale su un treno che lo porta proprio davanti a una fiera, una sorta di circo che lo affascina anche a causa dell’attrattiva principale che consiste in un uomo/bestia che si nutre di animali domestici. Qui il protagonista incontra tutta una serie di persone singolari che gli danno ospitalità.

E, dopo aver appreso l’arte del mentalismo, con l’innamorata Molly (Rooney Mara) il personaggio principale decide di mettersi in proprio e trasferirsi in città. Una sera durante uno spettacolo Stan si imbatte in una donna bionda che cerca di metterlo in imbarazzo svelando al pubblico che i suoi numeri sono solo in realtà degli imbrogli. Ma il mentalista sa come difendersi… La recensione de ‘La fiera delle illusioni’ è stata scritta da Maria Ianniciello

Articolo aggiornato il 9 febbraio 2022.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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