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‘Una famiglia vincente. King Richard’: nel film la storia vera di Venus e Serena Williams

Una famiglia vincente: recensione del film

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Dopo aver vinto il Golden Globe 2022 come migliore attore protagonista in un film drammatico grazie alla pellicola che sto per recensire, Will Smith è approdato anche nelle sale cinematografiche italiane il 12 gennaio scorso proprio con ‘Una famiglia vincente. King Richard’. L’attore di ‘Io sono leggenda‘ veste in questo nuovo film – che narra una storia vera e straordinariai panni dell’allenatore di tennis nonché padre delle grandi tenniste Venus e Serena Williams.

La storia vera di una famiglia vincente

‘Una famiglia vincente. King Richard’ ripercorre le tappe salienti che hanno portato Serena e soprattutto Venus al successo proprio grazie al sostegno e alla presenza di un genitore che, con i suoi metodi forse spartani, allenò le figlie (insieme alla moglie Oracene “Brandi” Williams, qui interpretata da Aunjanue Ellis) abituandole ad una mentalità competitiva in uno sport tradizionalmente praticato da bianchi benestanti.

Richard e Brandi non erano né bianchi e né benestanti. Vivevano con la loro numerosa famiglia in un quartiere di colore e malfamato di Los Angeles, tra giovani delinquenti e carenza di infrastrutture. Richard, tuttavia, sognava per le due piccole tenniste un futuro di successi e gloria, perché sapeva di avere in casa due campionesse. Quindi non si diede per vinto di fronte ai primi rifiuti, perché era consapevole che con le sue sole risorse economiche non sarebbe andato da nessuna parte.

Una famiglia vincente storia vera

Un film dal taglio motivazionale

‘Una famiglia vincente. King Richard’ ha la classica struttura del film sullo sport dal taglio motivazionale. La macchina da presa di Reinaldo Marcus Green, con primi piani molto suggestivi, segue lo schema classico del viaggio dell’eroe che però non ha come figure chiave Venus e Serena, perché il vero protagonista di questo film è proprio Richard, padre simbolo.

Si indugia così sul vissuto privato di una famiglia sui generis arrivando ad un crescendo di sensazioni che culminano nel match finale. Il film affronta tra le righe diversi temi cruciali, dall’abbattimento delle disuguaglianze razziali mediante lo sport al mantenimento dell’umiltà anche quando si raggiunge la vetta del successo che può essere deleterio per gli adolescenti.

Richard, infatti, sapeva proteggere le proprie figlie dalle trappole del marketing e quindi impedì a Venus di gareggiare per tre anni nei circuiti degli Juniores statunitensi preparandola tuttavia sia psicologicamente che fisicamente a quella che sarebbe poi stata una carriera straordinaria. Ricorse ad allenatori eccellenti e seppe mantenere sul filo del rasoio gli investitori. Almeno questo si evince dal film che ci mostra gli inizi della carriera di Venus mentre mantiene in sordina Serena.

Insomma in questa pellicola Richard è un padre che assolve ai doveri di genitore facendo emergere vocazione e talenti. Ma come accade a Ben Cash di Captain Fantastic stenta a fare un passo indietro al momento opportuno e talvolta resta imbrigliato nei ricordi delle umiliazioni subite (un po’ come Troy Maxson di Barriere).

‘Una famiglia vincente. King Richard’ è, dunque, un lungometraggio molto avvincente e ben realizzato proprio grazie alla profondità della storia vera narrata. La recensione è stata scritta da Maria Ianniciello, giornalista culturale

Il film ha ricevuto tre nominations agli Oscar 2022, per il miglior film, migliore attore protagonista, migliore attrice non protagonista e la migliore sceneggiatura originale. Ultimo aggiornamento 9 febbraio 2022.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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