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Belle e Sébastien, dal cartone animato al film: la recensione

Per me e tanti altri della mia generazione (sono nata negli anni Ottanta), “Belle e Sébastien” non è un semplice cartone animato, bensì è il cartone per antonomasia, perché la storia raccontata ci fa rivivere un’epoca in cui i trentenni disillusi di oggi riuscivano a credere nei sogni grazie alle avventure di un cane dei Pirenei e del suo padroncino di sette anni.

Belle e Sébastien: recensione del film e storia del cartone animato

L’amicizia tra un cane e un bambino ha sempre affascinato registi e scrittori, tanto che la raccolta di storie di Cécile Aubryè (trovi il libro qui) ha ispirato una serie televisiva dal titolo appunto “Belle e Sébastien”, andata in onda in Francia nel 1965 e in Italia due anni dopo. Ma è la versione giapponese che è rimasta impressa nella memoria collettiva dei figli degli anni Ottanta.

Trasmesso su Italia 1 dal 1981, la serie anime ha fatto crescere un’intera generazione di uomini e donne. La storia di amore e di amicizia, che trionfa sempre sul male – rappresentato in questa pellicola dalla Seconda Guerra Mondiale – rende commovente anche la trasposizione cinematografica, distribuita da Notorious Pictures e diretta da un maestro del documentario, Nicolas Vanier, esploratore e amante della Natura.

Il regista ci regala delle immagini spettacolari, rese tali dai colori che cambiano al mutar delle tre stagioni in cui è stato girato il film: dalle tonalità del verde e dalle mille sfumature floreali della primavera passando per il marrone bruciato d’autunno sino al bianco glaciale del freddo inverno.

Trama del film

La montagna diventa così lei stessa un personaggio, che con i suoi sentieri e i suoi burroni pericolosi guida Sébastien nel processo di crescita. Il bambino conosce e metabolizza la sua storia di orfano e con l’aiuto di un cane, considerato da tutti pericoloso, si avvia lungo quel percorso, spesso accidentato, che lo farà diventare un uomo.

belle e sebastien

Lui, come solo i bambini sanno fare, riesce a trasmettere all’animale la sua fiducia. Accanto al piccolo ci sono, almeno all’inizio, César (Tchéky Karyo), nonno adottivo, e Angélina (Margaux Chatelier), anche lei zia adottiva. Rispetto alla versione animata, nel film cambiano diverse cose, tra cui il contesto: siamo in piena Guerra Mondiale.

I nazisti hanno invaso la Francia e i partigiani, impersonati dal dottor Guillaume (Dimitri Storoge), aiutano gli ebrei a valicare il confine, in modo che possano mettersi in salvo in Svizzera. Ma come possono, dunque, un bambino e un cane essere d’aiuto agli adulti?

Lo scoprirete guardando questo film che trovate su Apple Tv in abbonamento e a Noleggio su Amazon Prime Video e YouTube. Il primo agosto 2022 il film andrà in onda su Rai Uno alle 21.25. Alla pellicola del 2013 hanno fatto seguito altri due lungometraggi, uno uscito nel 2015, l’altro nel 2017.

Questo articolo è stato pubblicato il 5 marzo 2014 ed è stato aggiornato l’1 agosto 2022, alle 16.08.

Il Trailer: http://youtu.be/y68tMK5kpG4

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello. Il mio nome intero è però Ianniciello Maria Carmela ma per comodità mi firmo solo Maria. Sono iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 2007, nell’elenco dei Pubblicisti. Laureata in Lettere (vecchio ordinamento) con il massimo dei voti presso l’Università di Roma Tor Vergata, ho dedicato gli ultimi vent’anni della mia carriera allo studio dei nuovi e dei ‘vecchi’ Media. Nel 2008 ho fondato questo portale dove tuttora mi occupo di analisi del linguaggio cinematografico, televisivo ed editoriale (saggi, libri per bambini e romanzi). Ho lavorato per testate giornalistiche dell’Irpinia e del Sannio, curando anche uffici stampa. Nel 2018 mi sono diplomata in Naturopatia a indirizzo psicosomatico presso l’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano, diretto dal professor Raffaele Morelli. Ho conseguito poi il Master in Lettura del Corpo mediante la Psicosomatica nel 2019 con la dottoressa Maria Montalto. La conoscenza della Psicologia (disciplina a cui sto dedicando gran parte delle mie ricerche) mi permette di esaminare i nuovi e i vecchi Media con un approccio integrato e molto innovativo.

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