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A spasso con Bob: trailer, trama del film, recensione

A spasso con Bob è uscito nelle sale cinematografiche da un po’ e, sebbene mi ripromettessi di andare a vederlo per poter poi scrivere questa recensione, ho sempre tralasciato a vantaggio di altri film, soprattutto per gli orari proposti dai vari cinema. La pellicola si è rivelata una piacevole sorpresa: rincuora lo spirito e commuove fino alle lacrime non solo gli amanti degli animali ma tutti coloro che hanno affrontato situazioni disagiate perché la settima arte questa volta posa il suo sguardo su quelle persone che si trovano ai limiti della sopravvivenza, tra nottate trascorse sotto i ponti in preda a una dose di eroina e giornate passate a rovistare nell’immondizia. Pochi colgono la seconda chance, perché tante volte le occasioni non si sanno vedere e chi percepisce che qualcosa potrebbe cambiare spesso per paura, insicurezza, codardia rinuncia prima di assaporare quei momenti di felicità, in cui si tocca il cielo con un dito.

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A spasso con Bob è un film che riflette su tutto questo e molto altro ancora. La macchina da presa si muove con una lucidità che disarma in un ambiente ben definito. Siamo in una Londra fredda e glaciale che però si lascia intenerire da un gatto di nome Bob e dal suo padrone che suona la chitarra per strada e che sta cercando di uscire dalla trappola spietata dell’eroina con l’uso del metadone. L’incontro tra il simpatico quadrupede e il suo nuovo padrone, James Bowen, avviene in modo piuttosto inaspettato quando quest’ultimo arriva nella nuova casa, dopo aver trascorso metà della vita senza un tetto. La pellicola non è una commedia, è piuttosto un film drammatico con risvolti sentimentali che rievocano molto le atmosfere di opere come per esempio Quasi amici, dove non è il rapporto tra un uomo e un animale a cambiare l’esistenza dei protagonisti bensì il forte legame tra due individui della stessa specie che appartengono a classi sociali differenti.

Già altre pellicole hanno indagato, a fondo, sull’amore tra uomini e animali, in genere un cavallo (Black Stallion, L’uomo che sussurrava ai cavalli, Dreamer – La strada per la vittoria…) o un cane, ma qui ciò che stupisce è la straordinaria capacità di un gatto, con il suo velo di mistero e il solito charme, di conferire al proprio padrone quella motivazione necessaria per uscire dal baratro, proprio come farebbe un Marley o un Lassie o un Rin Tin Tin. Diretto da Roger Spottiswoode, A spasso con Bob è un film eccellente e riuscito che è tratto da un best seller, a sua volta basato su una  storia vera, nella quale si affrontano in maniera definita e netta le cause di tanta sofferenza, ricercandole nel legame mancato tra James e suo padre. Ottime le interpretazioni di Luke Treadaway, nei panni del protagonista, e di Ruta Gedmintas nel ruolo della simpatica Belle, una vegana che aiuta James a ritrovare se stesso. Di seguito il trailer di A spasso con Bob.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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