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Belle e Sebastien 2: trailer, trama e recensione

Uscendo dalla sala cinematografica, la prima sensazione che si ha, dopo aver visto Belle e Sébastien 2 – L’avventura continua, è di un appagamento momentaneo con un retrogusto troppo dolciastro. La trama del film in realtà ruota non tanto sul rapporto tra un cane, Belle appunto, e il suo simpatico padroncino bensì sul legame, tutto da costruire, fra un padre e un figlio, sul quale la settima arte a livello globale sta concentrando molte delle sue energie con una serie di pellicole non tutte perfettamente riuscite. Si vuole valorizzare la figura paterna e basta dare un’occhiata sugli scaffali delle librerie per rendersi conto che si tratta di un filone non solo cinematografico. Sébastien, sempre interpretato da Félix Bossuet, è qui un bambino disubbidiente che, anziché andare a scuola, preferisce divertirsi a bordo di una slitta con il suo cane che gli salva da subito la vita impedendogli di cadere in un dirupo. La pellicola comincia così.

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Subito dopo la cinepresa entra nel cuore degli eventi: l’aereo di Angelina, nipote di César e grande amica di Sébastien, precipita incendiando il bosco. L’anziano uomo e il ragazzino non credono alla versione ufficiale delle autorità e chiedono aiuto a un pilota, il padre di Sebastien, per sorvolare la zona. Quest’ultimo non sa che il piccolo è il figlio della gitana Elisa, perciò si mostra burbero e irritato sin dal primo incontro con il bambino. Lasciate alle spalle la Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza, il nostro eroe e il suo amico a quattro zampe – aiutati da una ragazzina italiana che si arrampica sugli alberi come uno scoiattolo – devono attraversare un terribile incendio sulla linea di confine tra l’Italia e la Francia che mette a dura prova i tagliaboschi e i pompieri. Ciò che non convince del sequel di Belle & Sébastien è proprio l’inutile e controproducente tentativo di trasformare i racconti di Cécile Aubry, diventati poi un cartone animato di successo,con il quale son cresciuti gli adulti di oggi – in una storia inverosimile dove l’azione prevale sul contenuto e quindi sul messaggio.

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Diretto da Christian Duguay, Belle e Sébastien 2 – L’avventura continua dà tuttavia degli ottimi spunti che ci fanno riflettere sull’amicizia, sulle straordinarie capacità di un animale come Belle e sui legami tra le persone che si costruiscono sulle fondamenta della fiducia e non solo sui vincoli di sangue. La pellicola è godibile, non noiosa né banale. Rispetto al primo film, il sequel è sicuramente meno fedele alla versione originale, non gioca altrettanto bene con le emozioni, forse proprio perché vuole stupire anziché intenerire, e non lascia la profonda commozione che si percepisce guardando altri lungometraggi, quali per esempio la serie cinematografica Zanna Bianca o anche Torna a Casa, Lassie! La fotografia della nuova pellicola è anche questa volta superlativa. Di seguito il trailer.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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