Frankenstein di Mary Shelley: recensione

Frankenstein di Mary Shelley è considerato il primo romanzo di fantascienza. Pubblicato nel 1818, quando l’autrice aveva solo 19 anni, il libro è conosciuto anche come Il moderno Prometeo. La scrittrice britannica lo scrisse, dopo la morte in culla della figlia, evento che le causò una profonda depressione. Era sul lago Ginevra – città svizzera dove gran parte del libro è ambientato  – quando partecipò ad una sorta di gioco letterario con un gruppo, del quale facevano parte anche Lord Byron e il medico John Polidori il quale, con la sua storia intitolata Il vampiro, contribuì alla nascita di Dracula (1875) di Bram Stoker.

Dune, dal libro al film con Timothée Chalamet

‘Dune’ di Denis Villeneuve è un film mastodontico, spettacolare, austero. Il regista canadese  – forte di un cast di grandi attori  – è stato coraggioso perché non era affatto semplice realizzare la trasposizione cinematografica della prima parte del romanzo di Frank Herbert, un’opera molto complessa e ricca di simboli.

La ragazza di Stillwater: recensione del film con Matt Damon

Conduce una vita relativamente monotona Bill Baker, il protagonista de ‘La ragazza di Stillwater’. La macchina da presa scandisce da subito i momenti salienti di una quotidianità troppo noiosa in cui ogni gesto è privo di pathos. Lo spazio emotivo è stato infatti compresso per l’impossibilità di dare una svolta all’esistenza dopo un passato tormentato dalla morte e delle dipendenze. Ne consegue che i passi di Matt Damon siano cadenzati ma privi di armonia, segno che la vita per il nuovo personaggio dell’ex Jason Bourne ha perso di brio.

Qui rido io: recensione. Servillo è Eduardo Scarpetta

Mario Martone, con Qui rido io, confeziona un nuovo capolavoro del Cinema italiano. E lo fa guardando indietro nel tempo, nella Napoli illustre, la città che i Media si dimenticano di raccontare, perché troppo complessa, troppo pretenziosa, troppo ricca, troppo austera e quindi sfuggente ai luoghi comuni che la vedono immobile e lontana dalle luci della ribalta…

Mondocane, film ambientato in una Taranto violenta e senza più religione. La recensione

I protagonisti di questo Mondocane sono due adolescenti, l’uno biondo e sano, l’altro moro e malato di epilessia. Pietro (Dennis Protopapa) e Christian (Giulio Soprano) condividono tutto, dai sogni alle aspettative, dalle speranze alle delusioni, e si muovono con fare audace e con estrema curiosità in una società dove non c’è spazio per l’infanzia né per passi falsi e imprudenze. Intanto scopriamo che Roma non è più capitale d’Italia e che tante cose sono cambiate.

Falling – Storia di un padre. Viggo Mortensen e l’esordio alla regia

Quello di Viggo Mortensen è un Cinema dal taglio impressionistico, con paesaggi mozzafiato, fra mare e monti innevati, tra natura e cultura, tra dimensione conscia e dimensione inconscia. I dialoghi sono sferzanti, le emozioni dirompenti, anche quando sono trattenute. Mortensen, complice anche l’esperienza di fotografo, gira un film dai tagli decisi, dai primi piani netti, dalle atmosfere retrò. La fotografia è pulita e i flashback impeccabili, perché la pellicola è tutta un andare indietro e avanti nel tempo, verso quel futuro sconosciuto ed indecifrabile.