Belle e Sebastien, dal cartone animato al film: la recensione

Belle-e-Sebastien-locandinaLa recensione – Per me e tanti altri della mia generazione, “Belle e Sébastien” non è un semplice cartone animato, bensì è il cartone per antonomasia, perché esso ci fa rivivere un’epoca in cui i trentenni disillusi di oggi riuscivano a credere nei sogni grazie alle avventure di un cane dei Pirenei e del suo padroncino di sette anni. L’amicizia tra un cane e un bambino ha sempre affascinato registi e scrittori, tanto che la raccolta di storie di Cécile Aubryè ha ispirato una serie televisiva dal titolo appunto “Belle e Sébastien”, andata in onda in Francia nel 1965 e in Italia due anni dopo. Ma è la versione giapponese che è rimasta impressa nella memoria collettiva dei figli degli anni Ottanta. Trasmesso su Italia 1 dal 1981, la serie anime ha fatto crescere un’intera generazione di uomini e donne, che dal 30 gennaio scorso, magari insieme ai loro bambini, possono per la prima volta rivivere le avventure di “Belle & Sebastien” al Cinema, senza rimanere delusi. La storia di amore e di amicizia, che trionfa sempre sul male – rappresentato in questa pellicola dalla Seconda Guerra Mondiale – rende commovente anche la trasposizione cinematografica, distribuita da Notorious Pictures e diretta da un maestro del documentario, Nicolas Vanier, esploratore e amante della Natura. Il regista ci regala delle immagini spettacolari, rese tali dai colori che cambiano al mutar delle tre stagioni in cui è stato girato il film: dalle tonalità del verde e dalle mille sfumature floreali della primavera passando per il marrone bruciato d’autunno sino al bianco glaciale del freddo inverno. La montagna diventa così lei stessa un personaggio, che con i suoi sentieri e i suoi burroni pericolosi guida Sébastien nel processo di crescita. Il bambino conosce e metabolizza la sua storia di orfano e con l’aiuto di un cane, considerato da tutti pericoloso, si avvia lungo quel percorso, spesso accidentato, che lo farà diventare un uomo. Lui, come solo i bambini sanno fare, riesce a trasmettere all’animale la sua fiducia. Accanto al piccolo ci sono, almeno all’inizio, César (Tchéky Karyo), nonno adottivo, e Angélina (Margaux Chatelier), anche lei zia adottiva. Rispetto alla versione animata, nel film cambiano diverse cose, tra cui il contesto: siamo in piena Guerra Mondiale; i nazisti hanno invaso la Francia e i partigiani, impersonati dal dottor Guillaume (Dimitri Storoge), aiutano gli ebrei a valicare il confine, in modo che possano mettersi in salvo in Svizzera. Ma come possono, dunque, un bambino e un cane essere d’aiuto agli adulti? Lo scoprirete solo in Sala.

belle e sebastien

La curiosità – Dal 30 gennaio al 28 febbraio nelle sale cinematografiche del circuito UCI Cinemas, su ogni biglietto acquistato saranno devoluti dieci centesimi all’OIPA, l’organizzazione internazionale protezione animale, per salvare e proteggere i cani abbandonati. Un fenomeno, quello del randagismo, diffuso soprattutto al Sud Italia.

Il Trailer: http://youtu.be/y68tMK5kpG4

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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