In una mostra l’arte del 1963 e dintorni

 

Auto-suggestione, 1965 Acrilico su tela, 94,3 X 73,3 cm Gallerie d'Italia - Piazza Scala, Milano.
Auto-suggestione, 1965
Acrilico su tela, 94,3 X 73,3 cm
Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano.

Il 1963 è stato un anno importante, quasi decisivo, per l’Italia e per il Mondo che in piena Guerra Fredda fu sconvolto da una serie di eventi, fra cui l’omicidio a Dallas del presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy. Qualche mese prima il clima di tensione tra Usa e Urss aveva spinto papa Giovanni XXIII a insistere sui valori della pace con l’enciclica Pacem in Terris, tra gli ultimi atti da lui compiuti prima di morire, nel giugno di quell’anno. Nel frattempo lo stile di vita dell’Occidente stava cambiando e con esso anche il mondo dell’arte e della cultura, i cui mutamenti si evincevano anche in Italia, grazie al boom economico. Intesa Sanpaolo, attraverso una mostra, guarda proprio a queste trasformazioni artistiche e culturali che segnarono il superamento dell’arte informale, del confronto fra l’attività dei gruppi e quella individuale – che rispecchiava anche la lotta tra i due mondi, quello comunista e quello capitalista – e del rapporto tra arte e tecnologie.

1959 Olio su tavola, 41 X 67,5 cm Gallerie d'Italia - Piazza Scala, Milano.
1959 Olio su tavola, 41 X 67,5 cm Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano.

La rassegna “1963 e dintorni. Nuovi segni, nuove forme, nuove immagini” , che è stata allestita a Milano presso le Gallerie di Piazza Scala dal 4 giugno al 27 ottobre 2013, comprende un nucleo di trenta opere della collezione Intesa Sanpaolo in un approfondimento monografico di Cantiere del ‘900. Sono in esposizione le opere del 1963, realizzate da Piero Manzoni e Francesco Lo Savio, da alcuni protagonisti dell’Informale (come Gestone Novelli, Achille Perilli e Piero Dorazio), da Gastone Biggi, Nato Frascà, da alcuni artisti della Scuola di Piazza del Popolo, dal Gruppo 70 e dal Gruppo del Cenobio. La mostra è anche l’occasione per rileggere l’allestimento di Cantiere del ’900 secondo una prospettiva legata a quel periodo, alle sue aspettative e ai suoi risvolti. La “monographia” intende quindi fornire una nuova e ulteriore lettura possibile di un progetto che si allarga dalla singola sala per abbracciare altre parti del percorso espositivo, e per questo, oltre al catalogo ad essa dedicato, curato da Francesco Tedeschi, viene presentato un itinerario multimediale curato da Francesca Pola che, attraverso documenti, materiali e fotografie, consente di immergersi nel clima dell’epoca e di approfondire la conoscenza delle opere esposte nella sala dedicata a questa mostra.

 

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