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Cime Tempestose di Emily Brontë, non chiamatelo (solo) romanzo d’amore

Ho scelto come secondo libro dello spazio Cultura & Culture Classic, Cime Tempestose di Emily Brontë. Si tratta di uno dei romanzi più celebri della Letteratura Inglese. L’ho scelto perché ritengo che i temi trattati e il modo in cui vengono affrontati siano ancora attuali.

Cime Tempestose uscì nel 1847 e fu scritto dalla secondogenita delle tre sorelle Brontë; la seconda edizione del romanzo fu curata postuma dalla primogenita Charlotte nel 1850.

Qual è il tema dominante del libro? Per molti è l’amore, io ritengo al contrario che sia la morte. Emily, che firmò il suo capolavoro con lo pseudonimo maschile Ellis Bell per i pregiudizi allora in voga sulle donne, soffriva ella stessa di un male all’epoca incurabile e subdolo, come la tubercolosi. Ne era affetta anche la sorella minore, Anne. Morì giovane, a soli trent’anni.

In Cime Tempestose, quindi, la morte appare come un fantasma segnando le vite dei personaggi e rendendoli fragili tra bisogni atavici e desideri irrisolti.

Al centro del romanzo c’è la storia d’amore, mai consumata e quindi platonica, tra Heathcliff e Catherine. I punti di vista sono quelli del ricco Mr Lockwood e della governante Nelly Dean che è insieme principale voce narrante e personaggio chiave perché è lei a cui l’autrice affida l’intera vicenda.

Siamo a Wuthering Heighs, presso il casale della brughiera dello Yorkshire. Nelly racconta a Mr Lockwood che circa 30 anni prima Mr Earnshaw aveva portato in casa un bambino di nome Heathcliff, le cui origini rimarranno misteriose, allevandolo come un figlio e crescendolo con i suoi due eredi, Catherine e Hindley.

Ma, mentre tra l’orfanello e Catherine nasce una profonda amicizia, Hindley diventa sempre più geloso di Heathcliff, tanto che alla morte del padre comincia a maltrattarlo, umiliandolo e costringendolo a vivere tra i domestici. Il piccolo trovatello subisce gli abusi senza batter ciglio per amore di Catherine ma quando comincia a dubitare dell’affetto che quest’ultima prova per lui, a causa di un malinteso, lascia Wuthering Heighs. Gli anni passano e le cose cambiano. Heathcliff ritorna con gli abiti di un signore ma inacidito e con un forte desiderio di vendetta.

Mi fermo qui con la trama del romanzo per non fare spoiler. Comunque ho voluto raccontare quanto basta per soffermarmi sul tema principale del romanzo che ruota intorno ad una domanda: fino a dove può spingersi un uomo per gelosia? Il romanzo – pur restando in superficie, nel senso che i personaggi non agiscono in prima persona ma sono agiti attraverso lo sguardo, talvolta giudicante e pregiudizievole, della governante – non ha la struttura della classica e semplice storia d’amore perché offre in primis un punto di vista particolareggiato sulla figura maschile dominante che, come Iago, e senza la ferocia di quest’ultimo, cerca di vendicarsi.

Ma, a differenza di certi personaggi shakespeariani, Heathcliff, pur avendo ottenuto la rivalsa, non si acquieta mettendo a tacere l’indomita ira. A lui interessa ricongiungersi con l’amata. Il clima è misterioso. La scrittura è particolareggiata e molto descrittiva, segno che il cinematografo non era stato ancora inventato, eppure i personaggi restano come sospesi, tra sospiri e frasi lasciate a metà. Non si entra mai nelle loro viscere perché la voce narrante non riesce ad addentrarsi perfettamente nel loro intimo. Quindi sotto il profilo emotivo è tutto molto, forse troppo, composto per la nostra epoca coì esagerata nell’esibizione dei sentimenti ma questo non fa di Cime Tempestose un libro superato. Tutt’altro.

Cime Tempestose – che è il primo esempio di romanzo gotico – ci insegna infatti che, anche se non si muore facilmente di parto (almeno non in Occidente) e la nostra salute non è più così cagionevole grazie ai progressi della Medicina, l’uomo emotivamente resta più o meno lo stesso. Il bisogno di rivalsa mediante l’amore, inteso come possesso dell’amata, attutisce l’instabilità data dalla consapevolezza di essere un soggetto finito in uno spazio infinito.

Heathcliff, quindi, diventando uomo, perde semplicità e tenerezza. E con esse si allontana dal vero Amore. Un romanzo da leggere ma che si può ascoltare anche su Audible, in versione audiolibro. Consiglio in questo caso l’edizione de I Narratori. Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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