Michael, ecco il re del pop

Recensione di Michael, il biopic sul re del pop Sabato sera, in una sala gremita di un cinema di provincia, sono andata a vedere Michael, il biopic sul re del pop, e devo ammetterlo: dall’inizio alla fine, nelle…
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
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Recensione di Michael, il biopic sul re del pop Sabato sera, in una sala gremita di un cinema di provincia, sono andata a vedere Michael, il biopic sul re del pop, e devo ammetterlo: dall’inizio alla fine, nelle…

“(…) Non mi fido degli esseri umani, di conseguenza non mi fido neanche di me (…)” kokoro (il cuore delle cose) di Natsume soseki – Oscar Moderni Come nasce la sfiducia? Che cosa la alimenta? Se per queste…

A Fontanarosa il 13 maggio un dibattito sulla salute mentale che da tema individuale diventa collettivo.

Una riflessione sulla giovinezza perduta (i due amici si fanno da specchio) e sul senso di impotenza che prova una persona anziana quando è costretta a ridefinire i propri limiti...

Simone Veil (1927-2017) proveniva da una famiglia ebraica francese. Durante la seconda guerra mondiale venne deportata con la sorella Miou e la madre nel campo di concentramento di Auschwitz e sarà proprio questa esperienza a segnare tutta la sua vita dandole la forza di abbattere le barriere di genere, diventando magistrato, ministro della Salute e poi presidente del Parlamento europeo, carica che tenne dal 1979 al 1982.

Ci sono libri che ti cercano e che, quando ti hanno trovata, non ti lasciano per un po’. L’anno del pensiero magico (Il saggiatore- 2005) di Joan Didion è uno di quei libri che, con uno stile tipicamente giornalistico, scava nel profondo della sofferenza umana per renderla viva, tangibile e soprattutto gestibile.

A Grottaminarda in un incontro della Fidapa si è discusso di immigrazione e pari opportunità con Loredana Cornero Lopez, Luisa Festa e Rita Felerico.

Lo scrittore inglese torna a interrogarsi su uno dei temi che attraversano gran parte della sua narrativa: il rapporto tra memoria, verità e costruzione del racconto.

In una società dove il confine tra spettacolo e realtà è labile, un film come "Rental family - Nelle vite degli altri" è necessario. Con la delicatezza tipica del grande cinema giapponese, questa pellicola ci induce a farci domande alle quali è spesso difficile dare una risposta definita e certa, perché ogni caso è specifico e ogni storia porta con sé un universo di scenari possibili.