Atleta A, nel documentario lo scandalo degli abusi sessuali nella Ginnastica Artistica USA

Il tema degli abusi sessuali è ancora pieno di tabù e convinzioni che potrebbero creare nella vittima la falsa percezione di sentirsi colpevole. Se poi riflettiamo sul fatto che gli abusi e le violenze sulle donne venivano in passato giustificati e ridimensionati, capiamo perché le vittime non denunciano affatto oppure tardano a denunciare lo stupratore.

In Italia lo stupro fino al 1996 era considerato un reato contro la morale, non contro la persona, e la situazione nel resto del mondo era più o meno analoga, con qualche Paese più virtuoso. Eppure ogni tanto qualcuna decide di alzare il velo di omertà per ottenere giustizia.

Nel 2015 cinquecento atlete della Ginnastica Artistica degli USA denunciarono gli abusi sessuali perpetuati dal dottor Larry Nassar. Ad aprire l’indagine furono i giornalisti del The Indianapolis Star che raccolsero molte testimonianze. Il medico, che era un famoso e stimato terapeuta, fu condannato a 176 anni di reclusione. Tra le ‘sopravvissute’ ci furono anche famose campionesse come Simone Biles e Maggie Nichols. Ed è proprio quest’ultima ad essere la figura chiave del documentario di Netflix Atleta A.

Atleta A

Cosa racconta il documentario Atleta A?

Il docu-film – mescolando interviste e immagini reali, soprattutto di gare – segue due traiettorie precise con un fine specifico: dimostrare quanto l’immagine e quindi il business, in certi ambienti sportivi, contino più del benessere psicofisico degli atleti, i quali sono spesso considerati come dei robot che hanno l’obbligo di garantire una ottima performance.

A ogni modo la prima traiettoria segue la linea degli abusi sessuali di Nassan; la seconda invece insiste sulle vessazioni che le atlete dovettero subire dai coniugi romeni Károlyi, i quali allenarono la Nazionale Americana presso il Karolyi Ranch per un periodo di tempo sufficientemente lungo a creare nelle atlete un senso di paura e impotenza.

Le due traiettorie a un certo punto si intrecciano, perché l’una non può esistere senza l’altra. Difatti, dal documentario si evince che USA Gymnastics e i Karolyi finsero di non sapere e non denunciarono alle autorità i crimini del dottor Nassar per una sorta di bene supremo volto a difendere gli interessi e quindi l’immagine dell’associazione sportiva.  

Insomma, Atleta A ci fa capire poi che, forse, mettendo al centro la Persona anziché il Successo e quindi la Performance, altre sportive avranno il coraggio di sporgere denuncia per far crollare così un sistema omertoso e violento.

Recensione di Maria Ianniciello, seguila su Instagram

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