culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

irrational-man-trailer-trama-recensione
Senza categoria

Irrational Man: trailer, trama e recensione

irrational-man

Irrational Man: trama e recensione – Il cinema e l’insegnamento: un binomio che ritorna sul grande schermo anche a Natale 2015 con il film Irrational Man di Woody Allen. Ogni docente ha il suo metodo. C’è chi insegna per una missione e sicuramente perché è spinto da nobili ideali, come l’insegnante di The English Teacher (2013), e poi c’è chi decide di fare questo lavoro per ripiego perché non riesce a scrivere la seconda sceneggiatura “capolavoro” della sua vita – Keith Michaels (Hugh Grant) di Professore per amore (2014) per esempio rientra in questa categoria di persone – ma c’è pure chi non trova più uno scopo nella docenza e, quindi, si ubriaca per ottenere quel piacere che non prova durante le ore di lezione. Alla base dell’insegnamento c’è o almeno ci dovrebbe sempre essere il desiderio di trasmettere un sapere che si tramanda da millenni spingendoci a ragionare e a trovare soluzioni anche grazie a discipline illuminanti e secolari, quali la Filosofia, con l’intento di dare il proprio personale nonché umile contributo per l’evoluzione dell’umanità. Il personaggio principale di Irrational Man parla di Kant, con precisi riferimenti alla Critica della Ragion Pratica, e cita più volte gli Esistenzialisti. Nel suo nuovo bizzarro film il cineasta americano ancora una volta ci fa riflettere sull’etica e sulla morte con il solito ritmo narrativo, la consueta atmosfera un po’ vintage, sopra le righe, e con quell’eleganza fine che ritroviamo in tutta la sua filmografia.

irrational-man-trailer-trama-recensione

Irrational Man non brilla tuttavia per inventiva almeno non quanto Mach Point (2005) ma del linguaggio di quest’ultimo si nutre fino all’inverosimile, portandoci però in altri ambiti ancora inesplorati e lasciandoci perplessi, forse anche un po’ confusi e certamente pieni di domande, con la certezza che l’omicidio sia sempre irrazionale, anche quando è supportato da un’idea di giustizia che non può però giustificare un gesto così folle e pieno d’insidie perché esso conduce la mente dell’omicida in uno stato di euforia che si nutre del macabro. Ed è quello che accade ad Abe Lucas (Joaquin Phonix), docente di Filosofia che ormai ha perso qualsiasi stimolo e si lascia vivere, fino a quando – ascoltando in modo fortuito la storia di una donna, alla quale un giudice sta togliendo i figli per affidarli al padre – non trova la motivazione per rialzarsi. Accanto all’ottimo Joaquin Phonix una convincente Emma Stone, che svestiti i panni della pittoresca Sophie di Magic in Moonlight (2014) interpreta una “candida” allieva invaghita del professor Lucas.

Le due diverse voci narranti fanno pensare che Jill Pollard (questo il nome della ragazza) simboleggi la coscienza dell’irragionevole docente, corteggiato da Rita Richard (Parker Posey), professoressa frustrata e passionale, disposta a tutto pur di averlo con sé. Nella pellicola, infatti, le due diverse prospettive e modi di intendere la morale s’intersecano fino a scontrarsi facendoci presagire un finale non proprio lieto. Anche in questo film il regista affronta un tema controverso e rischioso, ovviamente sempre con un substrato di leggerezza, ponendo al centro della pellicola l’essere umano e soprattutto le sue nevrosi, proprio come aveva fatto in Blue Jasmine (2013). Irrational Man non è tuttavia il miglior film di Woody Allen, forse proprio per quel finale da capogiro. Di seguito il trailer del film.

 

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares