L’AMICO GENITORE E LA MANCANZA DI RISPETTO

© Anita P Peppers
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Ci sono due cose (non solo due) che si apprendono con l’esperienza, con il trascorrere degli anni. Si tratta di due importanti valori che se coltivati possono dare i loro buoni frutti: il rispetto per l’anziano o per chi ha comunque qualcosa da insegnarci perché più grande di noi e la predisposizione all’ascolto. Entrambi ci vengono insegnati da bambini, nella prima infanzia. Sento spesso dire genitori: «Io sono il migliore amico di mio figlio». Trovo, e i recenti studi pedagogici lo confermano, che un padre o una madre non può e non deve trasformarsi in ciò che non è, ovvero in un amico, altrimenti il figlioletto non vedrà in lui o in lei una persona autorevole, da rispettare. Il genitore è una guida non un comandante né un confidente e come tale deve riuscire a conquistare il rispetto della prole, la quale a sua volta deve ricevere dal padre e dalla madre gli strumenti per poter camminare  lungo il sentiero della vita.  I genitori che perdono di autorevolezza creano dei fannulloni e dei nulla facenti che il più delle volte portano nella società, e anche nei luoghi di lavoro, la forma mentis del “tutto è dovuto perché sono io”. Ognuno deve esercitare il ruolo che gli spetta in una famiglia come in un’azienda. Un mio amico manager, tempo addietro, si lamentava di un giovane alle prime armi che era solito telefonare in tarda sera per avere un parere sul lavoro svolto. Un’invadenza della privacy che creava non pochi problemi al mio amico; un atteggiamento sbagliato, che è sinonimo di mancanza di educazione e totale assenza del rispetto delle gerarchie che sono importanti altrimenti vivremo nel caos, in una vera e propria anarchia. Purtroppo la  forma mentis del “tutto è dovuto perché sono io” è  radicata in molti  giovani che, non avendo avuto esempi adeguati in famiglia, anziché ascoltare le critiche costruttive di chi ha avuto modo di apprendere qualcosa in più, innalzano le pareti della maleducazione e dell’arroganza… La soluzione sta nella prima infanzia, periodo in cui il genitore dovrebbe semplicemente svolgere il ruolo di guida…

Maria Ianniciello

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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