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Opinioni

L’AMICO GENITORE E LA MANCANZA DI RISPETTO

© Anita P Peppers
© Anita P Peppers

Ci sono due cose (non solo due) che si apprendono con l’esperienza, con il trascorrere degli anni. Si tratta di due importanti valori che se coltivati possono dare i loro buoni frutti: il rispetto per l’anziano o per chi ha comunque qualcosa da insegnarci perché più grande di noi e la predisposizione all’ascolto. Entrambi ci vengono insegnati da bambini, nella prima infanzia. Sento spesso dire genitori: «Io sono il migliore amico di mio figlio». Trovo, e i recenti studi pedagogici lo confermano, che un padre o una madre non può e non deve trasformarsi in ciò che non è, ovvero in un amico, altrimenti il figlioletto non vedrà in lui o in lei una persona autorevole, da rispettare. Il genitore è una guida non un comandante né un confidente e come tale deve riuscire a conquistare il rispetto della prole, la quale a sua volta deve ricevere dal padre e dalla madre gli strumenti per poter camminare  lungo il sentiero della vita.  I genitori che perdono di autorevolezza creano dei fannulloni e dei nulla facenti che il più delle volte portano nella società, e anche nei luoghi di lavoro, la forma mentis del “tutto è dovuto perché sono io”. Ognuno deve esercitare il ruolo che gli spetta in una famiglia come in un’azienda. Un mio amico manager, tempo addietro, si lamentava di un giovane alle prime armi che era solito telefonare in tarda sera per avere un parere sul lavoro svolto. Un’invadenza della privacy che creava non pochi problemi al mio amico; un atteggiamento sbagliato, che è sinonimo di mancanza di educazione e totale assenza del rispetto delle gerarchie che sono importanti altrimenti vivremo nel caos, in una vera e propria anarchia. Purtroppo la  forma mentis del “tutto è dovuto perché sono io” è  radicata in molti  giovani che, non avendo avuto esempi adeguati in famiglia, anziché ascoltare le critiche costruttive di chi ha avuto modo di apprendere qualcosa in più, innalzano le pareti della maleducazione e dell’arroganza… La soluzione sta nella prima infanzia, periodo in cui il genitore dovrebbe semplicemente svolgere il ruolo di guida…

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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