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Opinioni

NIENT’ALTRO CHE MORTE…

©africa – Fotolia.com

Quanto sta accadendo in queste ore in Nord Africa, non può non interessare il resto del mondo e soprattutto l’Italia che ha molto da guadagnare in quelle aree. La situazione in Algeria, come titolano i quotidiani francesi, è sempre più confusa e mutevole; a destare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale è la vicenda degli ostaggi occidentali prigionieri dei ribelli algerini. Dal processo di decolonizzazione, avviato con la Seconda Guerra Mondiale, molte cose sono cambiate: il mondo è diventato più piccolo grazie alla diffusione delle nuove tecnologie, gli Stati Uniti non sono più la super potenza economica di un tempo e la Guerra Fredda, con la corsa agli armamenti, è ormai solo un ricordo. Gli equilibri sono di conseguenza cambiati, ma il desiderio costante e compulsivo di un popolo di prevalere su un altro popolo resta immutato. Da secoli, purtroppo. L’Africa sta dicendo ancora una volta no al colonialismo, che ha solo cambiato volto, e lo fa con una ferocia senza pari e con un’uguaglianza disarmante: si uccidono donne, uomini, bambini e anziani senza alcuna distinzione tra occidentali e conterranei. Perché l’Africa dalla Seconda Guerra Mondiale in poi ha conosciuto solo guerra e morte, quindi si difende come può, utilizzando gli strumenti che conosce, cioè quello che gli è stato insegnato da chi oggi combatte senza sosta il terrorismo.

E infatti, parafrasando Jean Jacques Rousseau, “una cattiva azione non ci tormenta appena compiuta, ma a distanza di molto tempo, quando la si ricorda, perché il ricordo non si spegne”.

Maria Ianniciello

 

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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