Opinioni

ECCO A COSA SERVONO LE TASSE

©freshidea – Fotolia.com

In questi primi giorni di campagna elettorale, avviata con la presentazione delle liste, una parola primeggia su tutte: Tasse.

Le coalizioni in campo la usano, a seconda delle esigenze,  per avere qualche voto in più dai rispettivi elettorati, ma nessuna di esse si sofferma sul vero significato del termine e sul perché gli italiani dovrebbero pagare le imposte. Lo Stato è come un’azienda o meglio ancora come una famiglia, dove tutti i componenti (almeno quelli che hanno l’età per lavorare) contribuiscono, secondo le rispettive possibilità, al corretto funzionamento dell’abitazione.

Il bilancio deve essere in perfetto ordine, quindi se uno dei membri del nucleo familiare non lavora, spende più di quel che guadagna e non s’impegna nelle mansioni domestiche ne risentono tutti gli altri componenti. Il cittadino paga le tasse per avere servizi pubblici, come le scuole, gli ospedali, le strade… Quindi, il potere è nelle mani del contribuente che versa allo Stato una somma di denaro per usufruire di tutti quei servizi che dovrebbero agevolarlo quotidianamente. In sintesi, è come un investimento!

Lo Stato, dunque, deve fare lo Stato. La sua Mission? Fornire servizi, usufruendo del denaro pubblico, cioè dei soldi che provengono dalle imposte. L’obiettivo? Avvantaggiare le aziende che grazie ai servizi pubblici possono creare occupazione. In questo modo, usando correttamente i fondi dei contribuenti, anche l’economia ne trarrebbe vantaggio.

Dunque, alla luce di quanto scritto, l’obiettivo dello Stato non è quello di creare nuovi posti di lavoro, perché nel momento in cui la Cosa Pubblica si trasforma in un ufficio di collocamento perde di credibilità, sacrificando la sua reale missione e facendo così ammalare tutto il sistema. In piena campagna elettorale fa comodo promettere occupazione per alimentare l’assistenzialismo che sta portando l’Italia sull’orlo del collasso. Questo sistema, tenendo conto delle dinamiche economiche internazionali, in primis europee, non può reggere a lungo. Il cambiamento è possibile. Basta solo volerlo. Basta solo cercarlo…

Maria Ianniciello 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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