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Opinioni

LA FELICITA`DELLA RICERCA

©olly – Fotolia.com

L’uomo ha un sogno che continua a inseguire senza tregua, anche a costo di far del male agli altri e quindi a stesso. Questo sogno si chiama felicità, uno stato psicofisico che ha ispirato poeti, scrittori e filosofi, alimentando la speranza di molti. Qualcuno, come Leopardi, non l’ha riconosciuta e si è arreso, trovando conforto solo nel pessimismo. Altri l’hanno sfiorata. Pochi l’hanno percepita, accarezzata, fatta propria. Queste persone si emozionano guardando il sorriso di un bambino, lo sguardo sapiente di un anziano, l’alternarsi del tramonto con l’alba oppure ascoltando il suono del ritmo cardiaco, sinonimo di vita…

Gioiscono per poco e si stupiscono quotidianamente di fronte al miracolo della natura, anche quando questa sembra spietata, inclemente e, anziché definirla matrigna, trovano in essa un’alleata. Loro, pur avendo paura, guardano gli eventi da più angolazioni e hanno fiducia in quell’energia da cui è nato il Tutto. Shimon Edelman, presentando il suo libro “La felicità della ricerca” al Festival delle Scienze di Roma, dedicato alla mente e al cervello, ha affermato che «la felicità non sta tanto nel raggiungimento di uno scopo prefissato quanto in ciò che si fa per raggiungerlo». Questo stato della mente, a cui tutti aspiriamo, ha precisato Edelman, «è la consapevolezza del nostro vivere quotidiano, anche nelle situazioni che sembrano poco positive». Il neuroscienziato ha inoltre sostenuto che il passo verso la felicità è anche la ricerca di noi stessi, come si evince da alcuni studi. In sintesi più conosciamo i meccanismi della nostra mente più la felicità è a portata di mano. E la memoria gioca un ruolo importante in questo processo, poiché i ricordi ci fanno rivivere il percorso fatto, rendendoci consapevoli di dove eravamo e di dove siamo arrivati.

Sono gli scopi che fanno alzare l’essere umano ogni mattina dal proprio letto con la voglia di scoprire ora per ora i regali del nuovo giorno…

Maria Ianniciello

 

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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