Opinioni

QUEL SEI CONCESSO A TUTTI

© Subbotina Anna – Fotolia.com

Teoria o pratica? Questo è l’eterno dilemma che affligge l’Italia, dove a meno di un mese dalle Elezioni Politiche la tematica del lavoro viene del tutto ignorata. Il mondo del lavoro è una giungla, in cui titolari e dipendenti si fanno le scarpe a vicenda, anziché credere in un progetto comune. Pregiudizi? Populismo? Può darsi. La mia tesi però può essere avallata da alcuni episodi. Il primo si è verificato qualche anno fa in un Bar. Ero seduta a un tavolino, quando le mie orecchie hanno ascoltato ciò che non avrei mai voluto udire: poco lontano un insegnante, con i capelli brizzolati, affermava con soddisfazione: «Quest’anno, come anche lo scorso anno, ho dato il 6 a tutti i miei alunni, perché ogni ragazzo deve avere le stesse opportunità».

Caso isolato? Non credo. Sta di fatto che quelle affermazioni non mi hanno lasciato del tutto indifferente, anche se al momento non ci ho prestato la dovuta attenzione. Quindi, ho continuato a bere il mio cappuccino. Ho riflettuto su quelle parole qualche anno più tardi quando, intervistando un’imprenditrice irpina, ho visto le cose da una prospettiva diversa e più chiara. La titolare di una nota azienda avellinese si lamentava della scarsa qualità del lavoro di alcuni giovani operai che, pur avendo frequentato gli Istituti Tecnici, erano del tutto impreparati. Ho visto in lei tanto rammarico e delusione, gli stessi sentimenti che ho provato io da direttrice mettendo alla prova alcuni giovani con l’ambizione del giornalismo. Oltre all’imperativo del tutto e subito, manca nel loro vocabolario le parole merito, eccellenza, gruppo, dinamicità, impegno e costanza che sono state subordinate dal concetto da cui è nato quel sei concesso a tutti!

La causa va dunque ricercata nel sistema scolastico, dove non sempre i meritevoli vengono premiati in maniera adeguata e dove l’incompetenza si spaccia per democrazia; tutti devono avere le stesse opportunità! Un concetto giusto, a patto che però non degeneri in una forma di assistenzialismo che in Italia, soprattutto a Sud, come un cancro, sta facendo spegnere anche le speranze di quei pochi talenti rimasti…

Maria Ianniciello

 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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