Opinioni

IL GIORNALISTA QUASI PERFETTO

© stillkost – Fotolia.com

Il giornalismo autentico non si lascia guidare dalla politica, ma studia i fenomeni politici per scrivere la storia. David Randall nel libro “Il giornalista quasi perfetto”, edito da La Terza, scrive che gli eroi del giornalismo sono i cronisti che scoprono le cose, arrivando per primi, nel caos del presente, battendo alle porte chiuse, a volte correndo rischi. Solo per catturare la verità. Eh già! Ma che cos’è la verità? Per carpire appieno l’andamento di certi fatti, è indispensabile, quasi vitale, oltrepassare la notizia per scoprire cosa si nasconde dietro di essa. E per farlo, come per ogni mestiere, serve preparazione, acquisita attraverso lo studio e la pratica, due ingredienti importanti per essere dei giornalisti quasi perfetti. Come per ogni lavoro, non ci si deve far affascinare dall’improvvisazione; un costume molto in voga in Italia, più che altrove, in questo periodo. L’informazione forma l’opinione pubblica di un Paese, quindi una notizia inesatta o addirittura falsa può danneggiare una comunità o un singolo cittadino o addirittura una Nazione. Lo stato di salute di un Paese si evince dalla sua capacità di critica, una dote che non è insita nell’essere umano e che si acquisisce a Scuola, con una lettura comparata dei libri di storia, dei testi letterari e dei giornali. Purtroppo nelle Scuole italiane lo studio delle critiche letterarie subordina l’analisi dei testi di scrittori e poeti. Ma si può studiare la critica di un romanzo che non si è letto? In questo modo lo studente non maturerà mai una vera coscienza critica perché avvertirà l’impellente bisogno, sviluppato e mantenuto vivo negli anni, di conformarsi alle mode del momento, senza guardare dentro di sé per scoprire doti e predisposizioni, senza osservare e ascoltare con gli occhi e le orecchie della mente che però deve essere scevra dal pregiudizio e non plasmata da ideologie e false convinzioni. Una mente libera che vola verso giardini inesplorati per raccontare il mondo e non per farselo raccontare da chi detiene il Potere. Solo così il giornalismo, che oggi è fatto anche da quegli alunni che hanno studiato la critica di un libro non letto, potrà assolvere la sua vera funzione, cioè quella di osservare e poi documentare, senza cadere nella trappola dorata dell’improvvisazione, ma facendo arrivare nelle redazioni dei giornali persone capaci e oneste. L’informazione è una cosa seria, non un hobby o un gioco o un semplice passatempo che serve a riempire i vuoti della nostra vita…

Maria Ianniciello

close
Iscrivendoti alla newsletter riceverai GRATIS l'ebook su come difendersi dalle fake news!

Commenti

commenti

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

Commenta