Le donne tra carriera, amore e famiglia

Carriera o famiglia? Amore o carriera? Le donne sono costrette ancora oggi a scegliere tra bisogni importanti come il lavoro, una relazione d’amore e la maternità. Non è giusto ma qualcosa si può fare. In che modo? Cominciando a lasciare andare i sensi di colpa e rispettando noi stesse 

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Tempo fa ho scritto e poi pubblicato un romanzo, la cui protagonista si chiama Carla Cesinati, una giornalista siciliana che però vive e lavora a Milano. La storia si sviluppa tra l’Italia e il Vietnam degli anni Sessanta. Il libro s’intitola “Conflitti” e ruota intorno a tensioni sociali e personali.

Carla – come tutte le donne, da sempre dedite soprattutto al lavoro di cura – fatica a trovare un posto nella società diverso da quello ricoperto dalla madre che è casalinga, mamma di tre figli e moglie di un noto magistrato. Il suo modello di riferimento è il padre, un onesto lavoratore, il cui personaggio s’ispira alle figure carismatiche dei giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

L’energia femminile della giovanissima Carla viene in qualche modo schiacciata dal vigore e dalla tenacia di quella forza maschile che la spinge a evolversi, a far carriera e a credere giustamente che per lei ci siano altre possibilità oltre al matrimonio e al lavoro di cura. Eppure, c’è in questa giovane donna un bisogno inespresso e latente, cioè quello di dare e ricevere amore. Carla vi si oppone, cercando altre vie per poi arrivare a un’unica conclusione: soltanto amando veramente si sanano i conflitti interni ed esterni. Laddove non c’è amore, esiste solo il caos. Le donne, dagli anni Sessanta in poi, sperimentano una sorta di disordine mentale, perché, prive di modelli femminili di riferimento, sono vittime di un dissidio che le schiaccia: carriera o famiglia? Lavoro o figli? Questo interrogativo ci disorienta. Nel mondo contadino le donne lavoravano nei campi senza mai porsi il problema dei figli che, spesso da  piccoli, erano lasciati anche incustoditi, nelle ceste sotto gli alberi. Perché oggi ci sentiamo così in colpa quando decidiamo di lavorare? Cos’è cambiato rispetto agli anni Cinquanta? In realtà abbiamo pochi esempi, l’emancipazione è troppo recente e mancano gli stimoli che ci consentono di batterci ancora una volta per i nostri diritti.

donne e carrieraComunque scegliere tra lavoro e famiglia, in modo forzato, è controproducente. Non c’è bisogno di fare una scelta. Il segreto sta nel credere fortemente di poter coniugare bisogni importanti, come la famiglia e la carriera. Il nostro cervello si metterà così in moto per trovare, senza stress, le soluzioni più adatte alle nostre esigenze. L’importante è lasciare andare il senso di colpa e dare voce alla parte più saggia di noi stesse, che esiste. Per farla emergere ci vogliono fiducia, una grande motivazione personale e una buona dose di pazienza. Lavorando sulla nostra autostima, ritroveremo la strada di casa portando finalmente in equilibrio le due energie presenti in noi, la maschile e la femminile che tutto sanno. Dobbiamo credere di potercela fare. Scegliere alla lunga ci farà stare male, se la decisione non è stata presa liberamente ma condizionata da idee limitanti imposte dai modelli di riferimento.

Aprire la mente a più possibilità e a diversi punti di vista ci darà solo tanti vantaggi facendoci vivere nell’autenticità e nell’unità…

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Maria Ianniciello

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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