22 novembre 2012
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DOVE FINISCONO I NOSTRI SOLDI?

Dove finiscono i nostri soldi? Chi paga la crisi? L’Italia è tra i Paesi che faticano di più a risollevarsi. E, secondo quanto afferma Gianni Dragoni nel suo libro Banchieri & Compari, edito da Chiarelettere, «la cura Monti non serve a crescere». La disoccupazione è ai massimi dal 2004. Soprattutto le banche non riescono a superare la crisi, nonostante i generosi interventi fatti in loro soccorso. Quelle italiane hanno ricevuto dalla Bce 270 miliardi di prestiti a buon mercato, più di un quarto del totale distribuito in Europa. Perché hanno bisogno di così tanti soldi?

Perché, afferma Dragoni, «sono imbottite di Bot, Btp e Cct comprati quando sembravano un investimento sicuro, mentre ora sono ad alto rischio, la fiducia è crollata e il debito pubblico sembra inarrestabile».

In questo libro l’autore racconta come la pioggia di denaro facile proveniente dal grande bancomat di Francoforte venga impiegata per fare speculazioni: le banche hanno aumentato gli acquisti di titoli di Stato (318 miliardi di euro!) che il Tesoro altrimenti non avrebbe saputo come piazzare, forti della garanzia che il rendimento dei titoli è molto più alto del costo del prestito. Alla fine chi paga? Gli Stati, se i cittadini potranno sopportare nuove tasse. Come racconta Dragoni, ricostruendo storie e casi esemplari, le scorribande della finanza e le speculazioni delle banche si incrociano con la ragnatela di partecipazioni, i conflitti d’interesse, le triangolazioni con l’estero per aggirare il fisco. Quasi sempre, a farne le spese, i risparmiatori, mentre c’è sempre qualche banchiere in grisaglia o un cinico operatore che incassa un bonus milionario.

Gianni Dragoni è inviato de “Il Sole 24 Ore” e cura per “IL”,mensile del gruppo, la rubrica Poteri deboli. È ospite fisso della trasmissione di Michele Santoro, Servizio Pubblico. Ha già pubblicato per Chiarelettere La paga dei padroni (con Giorgio Meletti, 2008), sugli stipendi dei nostri manager, banchieri, imprenditori; Capitani coraggiosi (2011), sulle vicende dell’Alitalia e dei “patrioti” chiamati in campo da Silvio Berlusconi nel 2008 (Colaninno, Benetton, Marcegaglia e ancora Passera con tanti altri); e per la collana ebook Original Alta rapacità (2012), sui cavalieri Montezemolo e Della Valle che hanno inaugurato il treno ad Alta velocità “Italo” che collega Napoli a Milano, e Ilva (2012), sul padrone delle ferriere, Emilio Riva, che si è arricchito comprando la siderurgia di Stato e oggi tiene in scacco un’intera città, Taranto.

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