Heart of the Beast non è una favola umanizzata

Dalle favole di Esopo a "Heart of the Beast" con Brad Pitt: un'analisi del legame viscerale e primordiale tra uomo e cane nello specchio di una natura selvaggia.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello

Dalle favole di Esopo a "Heart of the Beast" con Brad Pitt: un'analisi del legame viscerale e primordiale tra uomo e cane nello specchio di una natura selvaggia.

Hig - dopo la morte del suo amico a quattro zampe - decide di spingersi oltre le montagne, dove spera ci sia ancora una civiltà degna di questo nome. Ha intercettato una trasmissione radio. Durante il viaggio, incontra persone che gli si riveleranno essere amiche, ma ne incontrerà anche altre che metteranno a dura prova la sua vita.

Al Cinema il live-action di Walt Disney. Vi raccontiamo perché ci ha convinti.

Quando mi sono alzata dalla poltrona della sala cinematografica, ho avuto la sensazione di aver fatto un viaggio molto avvincente e anche piuttosto lungo. La mia mente non si era distratta neanche per un secondo, cosa non da poco in un periodo in cui l'attenzione è in crisi.

Tra alieni, dati sensibili e domande etiche, il regista costruisce un racconto in cui nessuno si salva da solo.

A partire dalla visione de Il Diavolo veste Prada 2, una riflessione personale sul senso del giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale. Tra disillusione professionale, trasformazioni del mondo editoriale e cambiamenti introdotti da social e IA, il film diventa lo spunto per interrogarsi sul valore ancora possibile del mestiere del giornalista oggi.

Una riflessione sulla giovinezza perduta (i due amici si fanno da specchio) e sul senso di impotenza che prova una persona anziana quando è costretta a ridefinire i propri limiti...

Simone Veil (1927-2017) proveniva da una famiglia ebraica francese. Durante la seconda guerra mondiale venne deportata con la sorella Miou e la madre nel campo di concentramento di Auschwitz e sarà proprio questa esperienza a segnare tutta la sua vita dandole la forza di abbattere le barriere di genere, diventando magistrato, ministro della Salute e poi presidente del Parlamento europeo, carica che tenne dal 1979 al 1982.

In una società dove il confine tra spettacolo e realtà è labile, un film come "Rental family - Nelle vite degli altri" è necessario. Con la delicatezza tipica del grande cinema giapponese, questa pellicola ci induce a farci domande alle quali è spesso difficile dare una risposta definita e certa, perché ogni caso è specifico e ogni storia porta con sé un universo di scenari possibili.