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Disclosure Day: tra il giusto e lo sbagliato c’è Spielberg

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Disclosure Day: recensione del film

Tra il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato, c’è lui: Steven Spielberg. Il regista di E.T. nel suo nuovo film, Disclosure Day, compie un’operazione molto fine: non marca il campo, tracciando un linea netta. I nuovi personaggi di Spielberg sono molto sfumati, non schedati. E anche le persone più pragmatiche e assetate di potere – come Noah Scanlon, interpretato da un sempre calzante Colin Firth – hanno un lato che li rende vulnerabili. Cosa? L’affetto per i propri cari, vivi o defunti.

A differenza di molta cinematografia contemporanea, che continua a costruire il racconto attorno a uno spartiacque netto tra giusto e sbagliato, amici e nemici, Spielberg sembra interessato a un’altra domanda. Non ci chiede da che parte stare. Non pone al centro la sopravvivenza della specie. Infatti, se ne La guerra dei mondi l’alterità assumeva i contorni di una minaccia da cui difendersi, qui l’incontro con l’altro diventa una possibilità di trasformazione.

Il contesto non viene da subito inquadrato, ma col passare dei minuti si intuisce che le guerre raccontate in TV – stanno creando disordini e caos in tutto il mondo. Daniel Keller (Josh O’Connor) è un informatico che ha deciso di divulgare dati sensibili. Margaret Fairchild (Emily Blunt) conduce il meteo in un’emittente televisiva locale, quando una mattina, mentre è col compagno a casa, dalla finestra entra un uccellino che delicatamente si poggia sul tavolo. Quando l’animale esce, Margaret non sarà più la stessa, perché riesce non solo a parlare più lingue, ma anche a leggere nella mente delle persone. Scopriamo ben presto che una mente aliena è entrata nella donna.

Tutto l’impianto narrativo di Disclosure Day ruota intorno alla divulgazione di dati sensibili che, se diffusi, potrebbero cambiare per sempre l’umanità. Tra domande etiche ed esistenziali, Spielberg ci dice anche che nessuno si salva da solo e che bisogna non tanto scendere a patto con gli alieni quanto accettare quella diversità che ci caratterizza e che potrebbe essere proprio la nostra salvezza. Gli alieni sono presenze da conoscere che ci fanno sentire meno soli, non creature da dominare. Non a caso appaiono come animali.

Disclosure Day è dunque un film sulla possibilità dell’incontro. In un mondo attraversato da guerre, paure e informazioni che viaggiano più velocemente delle persone, Spielberg immagina che la vera forza dell’essere umano risieda nella capacità di costruire uno spazio condiviso in cui riconoscersi e ascoltare davvero. Maria Ianniciello

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