Rosa Pietra Stella: recensione e trama del film di Marcello Sonnino

No Spoiler. Qui i dettagli sul film Rosa Pietra Stella.

“Stu’ vico niro nun fernesce maje
E pur ‘o sole passa, e se ne fuje
Ma tuu staje lla’ tu rosa preta e stella
Carmela, Carme’

Tu chiagne sulo si’ nisciuno vede
E strille sulo si’ nisciuno sente
Ma nunn’ e’ acqua’ ‘o sanghe dint’e vene
Carmela, Carme’ (…)”

‘Carmela’ di Sergio Bruni è un classico della Canzone napoletana, le sue parole (che qui ho riportato solo in parte) sono una lode per Napoli, che è amorevole e passionale come una rosa, è ruvida come una pietra ed è brillante come una stella. Ma il brano è anche un omaggio a una donna di nome Carmela che piange quando nessuno la vede e strilla quando nessuno la sente. Marcello Sonnino ha preso questi versi e ne ha fatti un film, dal titolo appunto Rosa Pietra Stella con una protagonista femminile sui generis.

Rosa Pietra Stella recensione

Rosa Pietra Stella: recensione e trama

Carmela (Ivana Lotito) è una scugnizza, una che dell’arte dell’arrangiarsi ne ha fatto un mantra. Cresciuta da una mamma poco presente (Imma Piro), questa donna ha una figlia che si chiama Maria (Ludovica Nasti) e che le fa da alter ego dandole quel po’ di tenerezza che, come nella canzone, non può manifestarsi nella Vita. Pena l’ingiuria, pena la frode, pena la sofferenza. Perciò il cuore si chiude per il troppo dolore della solitudine e Carmela si muove per le strade di una Napoli ignara dei suoi peccati e inconsapevole della propria bellezza. Infatti, nonostante il movimento e il traffico, la città partenopea sembra immobile nelle sue contraddizioni: Napoli dà da mangiare agli immigrati (qui rappresentati in primis da Tarek/Fabrizio Rongione) sfruttandoli e spremendoli come limoni. Napoli, dunque, se ne approfitta e guarda oltre, nella totale indifferenza.

Carmela in questo contesto con le spalle diritte decide di non voler fare la fine della mamma né della sorella e, spinta da una rabbia primordiale, vuole la rivalsa, anche per amore della figlia.

Un film ruvido e scomodo…

Rosa Pietra Stella è un film ruvido e piuttosto scomodo, se vogliamo, perché alza il sipario sul grande problema dell’immigrazione e sulla condizione delle mamme sole. Carmela è a un passo dal perdere la figlia. Cerca la stabilità alla sua maniera. Così occupa la casa di un prete che non le concede un alloggio solo perché non è praticante.

Rosa Pietra Stella recensione

Rosa Pietra Stella è una pellicola toccante e originale. E non solo perché è un film al femminile ma anche perché delinea un altro volto della maternità, quello meno patinato e più sconvolgente, mettendo al centro il rapporto tra una madre non convenzionale e una figlia. E lo spettatore è lì, aspettando che, come in alcuni film americani, il personaggio principale si riscopra eroe o eroina mediante un percorso di consapevolezza. Ma siamo a Napoli e… quel processo sembra non avviarsi mai! Ed è questo (passatemi l’ossimoro) il limite e allo stesso tempo la forza del film. Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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