culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Non solo film

Cinema, “Come un tuono”, la recensione

©Come un tuono
©Come un tuono

La vita è fatta di momenti, spesso difficili, che decidono il destino di ciascuno di noi. Impulsi o scelte ragionate; non ha importanza. L’unica cosa che conta è l’azione, a discapito di tutti e in particolare di se stessi. Perché quando il corpo è carico di adrenalina ogni cosa è possibile e ci si sente forti anche di fronte alla morte o alla galera. Proprio come accade a Luke, l’angelo biondo che agisce senza pensare, forse perché in sella alla sua moto si sente invincibile, tanto da poter rapinare tutte le banche di una località di provincia degli Stati Uniti. Il rombo della sua motocicletta è l’unica vita che Luke conosce. Lui corre come un tuono e si scaglia come un fulmine, entrando nella vita di Avery Cross, poliziotto amato e rispettato anche grazie al padre politico. Due vite che s’intrecciano e che vengono stravolte da un singolo momento. Cross compare a metà film, quando ormai la sorte di Luke sembra già segnata e quando lo spettatore ha imparato a conoscerlo. Si è quasi affezionato a Luke e quindi di fronte a quel momento si chiede: e adesso?

©Comeuntuono.it
©Comeuntuono.it

Luke ed Every sono i protagonisti di “Come un tuono”, l’ultima pellicola di Derek Cianfrance. A interpretarli Ryan Gosling (Luke) e Bradley Cooper (Avery). Nell’ultima pellicola del regista di “Blue Valentine” c’è l’America con tutte le sue contraddizioni, dall’abuso di potere dei poliziotti al libero accesso alle armi: il tutto raccontato con una cadenza documentaristica.

Basti pensare alla scena iniziale. Lo spettatore insegue Luke, che cammina dando le spalle alla telecamera, fino a quando non scompare nella “palla di ferro” a bordo della sua moto. E anche dopo, quando il ragazzo ricompare, la scena si fa lenta. Lo spettatore segue Luke e lo vede trasalire solo davanti al figlio avuto da Romina (Eva Mendes), una sua vecchia fiamma, alla quale dice: «E’ mio figlio, dovrei stare con lui. Io non sono stato con mio padre e guarda il risultato».

Il regista pone al centro della pellicola anche la delicata e controversa tematica del rapporto padre e figlio; spesso riproposto dalla cinematografia. Come ha fatto di recente lo stesso Gabriele Muccino nella commedia romantica “Quello che so sull’amore”. Luke e Avery sono quindi genitori, ma sono anche figli. Il primo non ha mai conosciuto il padre, o forse sì, il secondo lo vede come un punto di riferimento e si rivolge a lui in uno degli istanti più critici della sua vita. Le due facce dell’America. I due volti di un Paese tanto affascinante quanto incomprensibile…

Per altre info: http://www.comeuntuono.it/

Maria Ianniciello

 

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares