Vite da “nerd”: 4 film biografici su programmatori informatici

La rappresentazione dei nerd nei media ha visto negli anni un’evoluzione interessante. Qualche decina di anni fa, questa figura aveva spesso un ruolo di spalla comica contrapposta a un eroe prestante e dedito all’azione. Quando molti cosiddetti nerd sono saliti alla ribalta con invenzioni innovative e conti in banca stratosferici, però, la cultura pop non ha potuto fare a meno di notarli. È così nata una sfilza di film con protagonisti programmatori che un tempo sarebbero stati etichettati come nerd, ma oggi sono esaltati come esempi di successo: vediamone alcuni.

Beast, un film ad altissima tensione

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Il Cinema con Beast ritorna ad alzare i riflettori sul rapporto, spesso conflittuale ed estremo, tra essere umano e natura. La Settima Arte quasi sin dagli esordi ha cercato di cogliere le caratteristiche di un rapporto ambivalente e contorto. La Natura è apparsa spesso come la definiva Giacomo Leopardi, ovvero una matrigna che punisce i suoi figli.

Virgin River: recensione della terza stagione

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Dopo aver lasciato Jack (Martin Henderson) in condizioni critiche nell’ultimo episodio al cardiopalma della seconda stagione, scopriamo che il protagonista maschile è ancora vivo ma non ricorda chi lo ha sparato e quindi, tra vuoti di memoria e momenti romantici con la sua Melinda (Alexandra Breckenridge), Jack cerca il suo carnefice, mentre la sorella avvocatessa fa la propria comparsa sulla scena. Intanto Mel continua a desiderare una gravidanza.

Un terribile amore per la guerra, il libro di James Hillman

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Da dove nasce l’istinto umano per la guerra? Come mai i conflitti continuano a imperversare in tante zone del mondo causando morti e distruzioni? Ha dato una risposta, più che convincente, a questi interrogativi James Hillman, in un libro di oltre 200 pagine che si intitola ‘Un terribile amore per la guerra’ (Adelphi). Quattro capitoli, in cui il filosofo e psicoanalista ha esposto una tesi molto affascinante.

L’immensità di Emanuele Crialese

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Questo non è un film, come qualcuno ha detto e scritto, sulla transizione di genere, alla 'The Danish Girl' per esempio. Credo che molti giornalisti si siano fatti condizionare dal coming out dello stesso regista (Crialese nel corso della 79. Mostra del Cinema di Venezia, dove è stata presentata la pellicola, ha dichiarato di essere nato donna) e non siano andati oltre.

Morire per dare la vita: ecco il documentario Aftershock

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Il docufilm alza i riflettori sulla mortalità materna tra le afroamericane che, stando a quanto si evince dal documentario, dipenderebbe proprio dalle incurie e dalle negligenze del sistema sanitario pubblico che non solo userebbe le afroamericane come cavie, facendole assistere da tirocinanti, ma ricorrerebbe a cesarei inutili (con tutti i rischi che un’operazione del genere comporta) con estrema facilità proprio per motivazioni economiche.