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Ben is Back: recensione del film con Julia Roberts

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Ben is Back è il titolo di un film drammatico che uscì nelle sale cinematografiche a dicembre 2018. Il lungometraggio si può vedere su Amazon Prime Video, su Google Play Video e su YouTube, a noleggio.

Di tanto in tanto la pellicola viene trasmessa sulle reti televisive del digitale terrestre e del satellitare. Il 27 giugno 2022 va in onda su Rai 1, in prima sera. Il film è stato presentato per la prima volta al Toronto Film Festival del 2018 e poi alla Festa del Cinema di Roma sempre nello stesso anno. DI seguito la recensione di Ben is Back.

Ben is Back: recensione

In certi periodi alcune problematiche vengono poste sotto la luce dei riflettori per coinvolgere e informare l’opinione pubblica. E` successo con l’AIDS agli inizi degli anni Novanta come documentano film quali Dallas Buyers Club o il biopic sui Queen.

Questi temi finiscono nel dimenticatoio e qualcuno se ne ricorda casualmente, decidendo così di riaprire la questione con un libro o un film. Ed è quello che è successo con Ben is Back, dove il regista Peter Hedges è ritornano ad occuparsi del rapporto genitori e figli aprendo un’ampia parentesi sulla spinosa tematica della tossicodipendenza in America.

Julia Roberts di nuovo madre coraggio…

La macchina da presa si intrufola nella vita di una famiglia allargata e multietnica affidando il ruolo di madre coraggio ad un’attrice del calibro di Julia Roberts che in Wonder aveva vestito già i panni di una mamma modello che per aiutare il figlio, nato con una grave malformazione facciale, aveva rinunciato alle sue aspirazioni.

Ma la madre coraggio di Ben is Back mi riporta alla mente un altro personaggio interpretato da Julia Roberts ed è Erin Brockovich, una donna forte come la verità che spesso non abbiamo il coraggio di dire per paura, per insicurezza, per desiderio di omologarci.

Peter Hedges, invece, di coraggio ne ha e si avventura nel dramma della tossicodipendenza di Ben (il cui ruolo è affidato a Lucas, il figlio del regista) sbattendoci in faccia, sin dalla prima sequenza, ciò che l’opinione pubblica sembra aver dimenticato.

Il film tiene il ritmo e ci intenerisce pure anche grazie alla fedeltà del cane di Ben. Gli animali, infatti, riescono a salvare vite come abbiamo avuto modo di vedere in molte commedie, come per esempio in A spasso con Bob.

Ben is Back recensione

Un’America ingiusta e pericolosa…

Ben is Back non ha la spinta incisiva e propulsiva di un capolavoro ma il tema è stato trattato bene. Il film ci ricorda infatti che esiste un’America di provincia dimenticata (lo aveva già fatto in modo magistrale Martin McDonagh in Tre manifesti a Ebbing, Missouri).

L’America è un Paese dove i figli muoiono per strada a causa di un’overdose… dove l’eroina si spaccia nei pressi di un fiume nella notte di Natale. Per Holly (questo il nome della protagonista) una lieta ricorrenza si trasforma in una lotta contro il tempo per salvare il figlio.

Ben, che è rientrato a casa da una comunità di recupero senza preavviso, sconvolge la vita della sua famiglia perché le tentazioni per lui sono ancora molto forti. Dopotutto sono passati solo pochi mesi dall’ultima crisi…

Insomma la pellicola – nonostante alcune sbavature – che ci fanno dubitare a tratti della veridicità del racconto – è comunque verosimile.

Il film ci dice inoltre tra le righe che esiste un passato dietro a questa storia e anche un possibile trauma, oltre che un senso di colpa che pesa sulla coscienza della madre. Maria Ianniciello

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta a dicembre 2018 ed è stato aggiornato il 27 giugno 2022, alle ore 10.56.

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008.
Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana.
Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio.
Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali.
Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'.
Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv).
Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia.
Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare.
Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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