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A private war: recensione del film sulla reporter di guerra Marie Colvin

Sky Cinema Due manda in onda in prima serata ‘A private war’, uscito al cinema nel 2018. La recensione e la trama del film.

Marie Colvin, americana di nascita ma londinese d’azione, indossava con disinvoltura una benda nera sull’occhio, non un occhio qualsiasi bensì quello sinistro che comunica idealmente, tramite una linea retta e verticale, con il cuore.

Marie l’occhio lo aveva perso in Sri Lanka nell’ennesimo tentativo di far conoscere al mondo un altro massacro. E sui campi di battaglia il cuore deve battere per produrre la giusta adrenalina che ti permette di essere lucido anche se sei ad un passo dalla morte.

Sky manda in onda uno spaccato originale ed estremamente convincente di un pezzo di vita di Marie Colvin, la famosa reporter del Sundey Times. E lo fa attraverso il film A private war.

Diretta dall’esordiente Matthew Heineman, Rosamund Pike (con questo film ha vinto il Golden Globe 2019) veste i panni della giornalista in maniera impeccabile facendoci conoscere la donna oltre che la reporter.

La macchina da presa si muove con abilità e in modo sinuoso in territori impervi ma sempre a debita distanza anche nelle scene più cruenti come a voler rappresentare l’occhio del mondo che guarda con indifferenza ciò che accade nelle zone di guerra.

Mentre Marie Colvin scrive i suoi reportage da quelle stesse aree in modo instancabile ed appassionato allontanando il dolore che diventa insopportabile se percepito per davvero.

A private war recensione trama
Locandina del film quando uscì al cinema

In A private war i conflitti personali della protagonista si intrecciano con le vicende collettive di popolazioni martoriate dalla guerra. “Ammiravo molto mio padre  (…) ma non ha mai accettato il fatto che io potessi avere delle opinioni. Amo mia madre ma sono in conflitto con lei perché non potrei mai essere la classica casalinga con una vita tranquilla (…) Faccio diete molto rigide per paura di ingrassare ma ho anche visto molte persone soffrire di fame, quindi mangio. (…) Vorrei diventare madre come mia sorella ma non ci riesco… ho già subito due aborti spontanei e ormai mi devo rassegnare (…) Ho paura di diventare vecchia ma ho anche paura di morire giovane (…) Odio andare nelle zone di guerra però sento anche il bisogno… il bisogno di vederle con i miei occhi (…)”, dice Marie al fotografo Paul Conroy in un dialogo reso coinvolgente dagli ottimi controcampi.

Poi la macchina da presa si avventura tra le macerie della guerra siriana, nel 2012, durante l’assedio di Homs e qui l’emozione sale, perché l’occhio del mondo, forse, attraverso le parole di Marie, indugia per davvero su quanto sta accadendo.

A private war si ispira all’articolo “Marie Colvins a private war” che Marie Brenner pubblicò su Vanity Fair Usa. Il film, che annovera tra i suoi produttori anche Charlize Theron, andrà in onda il 25 agosto 2019 alle 21.15 su Sky Cinema Due.

La nota in più – Se amate i film sul giornalismo vi consiglio di vedere Il caso Spotlight, The post e Veronica Guerin ma anche Tutti gli uomini del presidente e Quarto Potere.  

Se ti è piaciuta la recensione puoi seguire Maria Ianniciello sul suo canale Marica Movie and Books e su Instagram @maricamovieandbooks

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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