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Green Pass sì o no? Tutte le ragioni del dibattito

Aggiornamento 3 agosto 2021Questo articolo è stato scritto prima del Decreto Legge di Luglio 2021 sul Green Pass. Qui tutti gli aggiornamenti: https://www.dgc.gov.it/web/

Il Green Pass per entrare nei luoghi pubblici a rischio assembramento si farà. Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera e da La Repubblica, il pass potrebbe essere necessario per accedere sui mezzi di trasporto pubblici, nelle palestre, nelle piscine, nei teatri e nei Cinema. Si sta valutando, inoltre, se renderlo obbligatorio anche per i bar, i ristoranti al chiuso, i supermercati (come è stato fatto in Francia) e finanche nei luoghi di culto.  Cioè in tutti quei posti dove si rischia di contrarre, a causa della mole di persone, il virus.

Obiettivi del Green Pass

Due sono gli obiettivi del nuovo Green Pass:

  1. Evitare nuove chiusure
  2. Spingere gli indecisi a vaccinarsi senza ricorrere in maniera diretta all’obbligo vaccinale che sarebbe difficile da applicare su tutta gran parte della popolazione (ricordiamo che il vaccino è stato reso obbligatorio per gli operatori sanitari e che al momento dalla campagna vaccinale sono esclusi i bambini fino a 12 anni

Il contesto in cui nasce il dibattito sul Green Pass

Quando si è cominciato a discutere del Green Pass, ed è inutile che io lo neghi, nella mia mente si è materializzata subito l’immagine di altre tipologie di pass molto pericolose per la tenuta della democrazia. Ho avuto paura come può aver paura colui o colei che ha memoria storica. Poi, ho cominciato a guardarmi intorno e ad ascoltare pareri cercando di comprendere tutte le istanze, senza giudizio, e ho visto qualcosa che mi era sfuggito nell’ultimo periodo, pur conoscendo bene il clima d’odio che si respira sui social.

Così ho visto di nuovo persone accanirsi contro altri esseri umani. Ho visto e ascoltato, anche in tv, giornalisti, scienziati e medici alzare i toni e offendere chi esprimeva legittimamente la propria opinione e tante volte anche le proprie paure. Tutto questo in un momento in cui si chiedeva ai calciatori, prima delle partite dell’Europeo di calcio, di inginocchiarsi contro il razzismo. Tutto questo mentre in Parlamento si sta discutendo una Legge che mira a tutelare le libertà dei cittadini a prescindere dall’orientamento sessuale.

Due Fazioni. No molte di più…

Insomma, chiediamo più libertà sessuali ma poi dimentichiamo di ascoltare le ragioni dell’altro. In realtà in questo momento storico così delicato tutti hanno ragione e nessuno ha torto.

Chi si è vaccinato ha voluto difendere la propria salute e probabilmente anche quella altrui, quindi vorrebbe continuare ad avere una vita sociale attiva, perché si è sottoposto a dei rari rischi – che ci sono ed è onesto che non lo si neghi -, firmando comunque un consenso informato.

Gli indecisi (ricordo che i No Vax in Italia sono una piccolissima percentuale della popolazione, si parla dello 0,5%) invece hanno paura di correre quei rischi e anche questo è un sacrosanto diritto che va comunque rispettato perché non si può impedire alle persone di aver paura! E invece si continua a giudicare chi solo prova ad esprimere timori e perplessità, perché se li si accetta bisogna poi fare i conti con i propri dubbi e le proprie angosce.

E poi ci sono tante altre persone che non sono classificabili, c’è chi non può vaccinarsi per esempio. La realtà è molto più complessa di quella che vediamo. Polarizzare il dibattito non è mai una buona cosa ma diventa un grave atto di superficialità e di irresponsabilità quando è un giornalista o uno scienziato ad estremizzare le posizioni, rendendo il dibattito di basso profilo e anche pericoloso soprattutto se si tratta di un tema che riguarda la Salute pubblica. Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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