L’estranea di Paolo Strippoli – Recensione del film

Dalle parole di un bambino al thriller psicologico con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi. Una riflessione su forma, trauma e la mente che controllo.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
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Dalle parole di un bambino al thriller psicologico con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi. Una riflessione su forma, trauma e la mente che controllo.

Avevo in mente di dedicare il numero scorso della mia newsletter al tema dell’inclusione sociale, ma altre osservazioni mi hanno dirottata verso un altro argomento. Quando però ho visto il film I figli della scimmia al cinema, ho ripensato a…

Hig - dopo la morte del suo amico a quattro zampe - decide di spingersi oltre le montagne, dove spera ci sia ancora una civiltà degna di questo nome. Ha intercettato una trasmissione radio. Durante il viaggio, incontra persone che gli si riveleranno essere amiche, ma ne incontrerà anche altre che metteranno a dura prova la sua vita.

Quando mi sono alzata dalla poltrona della sala cinematografica, ho avuto la sensazione di aver fatto un viaggio molto avvincente e anche piuttosto lungo. La mia mente non si era distratta neanche per un secondo, cosa non da poco in un periodo in cui l'attenzione è in crisi.

A partire dalla visione de Il Diavolo veste Prada 2, una riflessione personale sul senso del giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale. Tra disillusione professionale, trasformazioni del mondo editoriale e cambiamenti introdotti da social e IA, il film diventa lo spunto per interrogarsi sul valore ancora possibile del mestiere del giornalista oggi.

Recensione di Michael, il biopic sul re del pop Sabato sera, in una sala gremita di un cinema di provincia, sono andata a vedere Michael, il biopic sul re del pop, e devo ammetterlo: dall’inizio alla fine, nelle sequenze musicali,…

Una riflessione sulla giovinezza perduta (i due amici si fanno da specchio) e sul senso di impotenza che prova una persona anziana quando è costretta a ridefinire i propri limiti...

Simone Veil (1927-2017) proveniva da una famiglia ebraica francese. Durante la seconda guerra mondiale venne deportata con la sorella Miou e la madre nel campo di concentramento di Auschwitz e sarà proprio questa esperienza a segnare tutta la sua vita dandole la forza di abbattere le barriere di genere, diventando magistrato, ministro della Salute e poi presidente del Parlamento europeo, carica che tenne dal 1979 al 1982.

In una società dove il confine tra spettacolo e realtà è labile, un film come "Rental family - Nelle vite degli altri" è necessario. Con la delicatezza tipica del grande cinema giapponese, questa pellicola ci induce a farci domande alle quali è spesso difficile dare una risposta definita e certa, perché ogni caso è specifico e ogni storia porta con sé un universo di scenari possibili.