culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Non solo film

Rosa Pietra Stella: recensione e trama del film di Marcello Sonnino

“Stu’ vico niro nun fernesce maje
E pur ‘o sole passa, e se ne fuje
Ma tuu staje lla’ tu rosa preta e stella
Carmela, Carme’

Tu chiagne sulo si’ nisciuno vede
E strille sulo si’ nisciuno sente
Ma nunn’ e’ acqua’ ‘o sanghe dint’e vene
Carmela, Carme’ (…)”

‘Carmela’ di Sergio Bruni è un classico della Canzone napoletana, le sue parole (che qui ho riportato solo in parte) sono una lode per Napoli, che è amorevole e passionale come una rosa, è ruvida come una pietra ed è brillante come una stella. Ma il brano è anche un omaggio a una donna di nome Carmela che piange quando nessuno la vede e strilla quando nessuno la sente. Marcello Sonnino ha preso questi versi e ne ha fatti un film, dal titolo appunto Rosa Pietra Stella con una protagonista femminile sui generis.

Rosa Pietra Stella recensione

Rosa Pietra Stella: recensione e trama

Carmela (Ivana Lotito) è una scugnizza, una che dell’arte dell’arrangiarsi ne ha fatto un mantra. Cresciuta da una mamma poco presente (Imma Piro), questa donna ha una figlia che si chiama Maria (Ludovica Nasti) e che le fa da alter ego dandole quel po’ di tenerezza che, come nella canzone, non può manifestarsi nella Vita. Pena l’ingiuria, pena la frode, pena la sofferenza. Perciò il cuore si chiude per il troppo dolore della solitudine e Carmela si muove per le strade di una Napoli ignara dei suoi peccati e inconsapevole della propria bellezza. Infatti, nonostante il movimento e il traffico, la città partenopea sembra immobile nelle sue contraddizioni: Napoli dà da mangiare agli immigrati (qui rappresentati in primis da Tarek/Fabrizio Rongione) sfruttandoli e spremendoli come limoni. Napoli, dunque, se ne approfitta e guarda oltre, nella totale indifferenza.

Carmela in questo contesto con le spalle diritte decide di non voler fare la fine della mamma né della sorella e, spinta da una rabbia primordiale, vuole la rivalsa, anche per amore della figlia.

Un film ruvido e scomodo…

Rosa Pietra Stella è un film ruvido e piuttosto scomodo, se vogliamo, perché alza il sipario sul grande problema dell’immigrazione e sulla condizione delle mamme sole. Carmela è a un passo dal perdere la figlia. Cerca la stabilità alla sua maniera. Così occupa la casa di un prete che non le concede un alloggio solo perché non è praticante.

Rosa Pietra Stella recensione

Rosa Pietra Stella è una pellicola toccante e originale. E non solo perché è un film al femminile ma anche perché delinea un altro volto della maternità, quello meno patinato e più sconvolgente, mettendo al centro il rapporto tra una madre non convenzionale e una figlia. E lo spettatore è lì, aspettando che, come in alcuni film americani, il personaggio principale si riscopra eroe o eroina mediante un percorso di consapevolezza. Ma siamo a Napoli e… quel processo sembra non avviarsi mai! Ed è questo (passatemi l’ossimoro) il limite e allo stesso tempo la forza del film. Maria Ianniciello

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Leave a Reply

shares