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‘Il ladro di giorni’ è Riccardo Scamarcio

Vincenzo dice: «Tu vuoi bene a papà?». «Sì», risponde il bambino. «Dammi un bacio», gli chiede Vincenzo. Il piccolo Salvo ubbidisce. Poi una promessa: «Papà arriva subito, deve andare a salutare degli amici». Comincia così Il ladro di giorni, il film con Riccardo Scamarcio, il piccolo Augusto Nazzaro e Massimo Popolizio.

Il ladro di giorni: trama e recensione

Il film ruota intorno ad un impegno non mantenuto, ad un’assenza, ad un vuoto che sembra incolmabile.

Il cielo è limpido sopra il mare agitato della Puglia ed una giornata tutto sommato serena si trasforma nel momento dell’abbandono. Scopriamo, poi, che la prima sequenza è un flashback, un ricordo tuttora vivo nella mente di Salvo (Augusto Zazzaro) che intanto sta crescendo senza il padre, finito in prigione, e senza la madre che è morta.

Il ragazzino vive in Trentino con gli zii quando Vincenzo riappare e lo reclama per sé, solo per qualche giorno, giusto il tempo per vendicarsi dei torti subiti, perché con un bambino a bordo non dai troppo nell’occhio.

 Salvo cerca però la via di fuga, perché non vuole stare con il padre delinquente, eppure inconsciamente sa che di quella figura, nel bene e nel male, ha un gran bisogno. Quindi, durante il viaggio, un po’ come accade in Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, padre e figlio si ritrovano un passo per volta, senza eccessiva fretta.

Il ladro di giorni trama

Non un film sulle seconde chance…

Il ladro di giorni non è un film che parla di seconde chance, è al contrario un road movie sul senso del ritrovarsi in un momento della vita in cui il figlio, per crescere, ha urgenza del padre così come quest’ultimo necessita del figlio per recuperare tenerezza e semplicità tornando così ad essere umano.

Trovi il romanzo da cui è tratto il film qui

La macchina da presa di Guido Lombardi – che ha scritto il soggetto (il romanzo è stato pubblicato per Feltrinelli) e la sceneggiatura – ci dimostra che, a prescindere dai peccati commessi, abbiamo tutti bisogno di essere amati e perdonati. La narrazione, tuttavia, non è priva di sbavature, così come la regia ma il film nel complesso commuove e fa riflettere! (Maria Ianniciello)

Il film è in streaming qui

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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