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Non solo film

‘Famiglia all’improvviso’ su Canale 5: trama e recensione del film

Famiglia all’improvviso – che andrà in questa sera, 2 ottobre 2019, su Canale 5 – mi ricorda un’altra pellicola girata per la TV e ambientata negli Stati Uniti.

Il protagonista è interpretato da Brian Austin Green, meglio noto al grande pubblico come il David Silver della serie cult degli anni Novanta, Beverly Hills 90210.

Il film s’intitola Ragazzo Padre ed è un lungometraggio leggero e non pretenzioso che le reti televisive mandarono in onda dal 1997 in poi.

Il Cinema in quegli anni cominciava a riflettere seriamente sulla figura paterna uscendo dai luoghi comuni per raccontare una storia alternativa.

Il personaggio principale è  un ragazzo che nel pieno della sua gioventù si ritrova a dover crescere un bambino – concepito in una notte di follia -, perché la madre non se la sentiva di allevarlo.

Famiglia all’improvviso

Famiglia all’improvviso riporta sul grande schermo questa tematica però in modo diverso, sicuramente più convincente, rispetto a com’era stato fatto in Ragazzo Padre. E vediamo perché.

Famiglia all’improvviso: il film su Canale 5. Trama e recensione

La macchina da presa di Hugo Gélin si sposta con agilità dalle coste francesi a una Londra piovosa e cupa ma cosmopolita dove le opportunità non mancano per Samuel.

Il personaggio principale è un ragazzo che diventa adulto grazie a una figlia piombata all’improvviso in un’esistenza vissuta con fin troppa leggerezza.

Ma Samuel non rinuncia ai suoi modi di eterno Piter Pan e alleva Gloria (questo il nome della bambina) stimolando continuamente la sua fantasia per rendere la vita della piccola quanto più serena possibile.

Ogni momento della giornata è un gioco, attraverso il quale la bambina familiarizza con le proprie emozioni.

Famiglia all’improvviso

Famiglia all’improvviso mi piace proprio per questo aspetto. Il regista fa entrare lo spettatore nel mondo di Samuel che ha costruito con Gloria un rapporto esclusivo.

Si usano campi medi e lunghi per definire la prospettiva dei personaggi principali che non è ristretta, chiusa, né omologata. Le sfumature della pellicola sono accese, perché tutto è possibile se si ha l’audacia di accostarci al mondo dei più piccoli senza giudizi né paradigmi socio-culturali.

E, quando la madre di Gloria reclama i suoi diritti  (si riaffronta il tema della genitorialità come si fa per esempio in Kramer contro Kramer), Samuel non si dà per vinto, perché quella bambina è stata del resto la sua salvezza.

Gélin guarda, dunque, al grande Cinema internazionale (come ha ammesso egli stesso) e da quest’ultimo trae ispirazione, ma non si fa condizionare troppo. Gira così un film che ci interisce strappandoci una lacrima in quel finale inaspettato!

Un plauso va all’attore protagonista, Omar Sy, alla piccola Gloria Coston e ad Antoine Bertrand nel ruolo dell’amico di Samuel e produttore gay.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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